Sanità, «sistema Brescia» ai vertici delle classifiche Agenas

Non solo conti in ordine e servizi efficienti, ma un modello sanitario capace di fare rete e di guardare alla prevenzione come investimento sul futuro. È il «sistema Brescia» a conquistare i vertici delle classifiche regionali e nazionali: a certificarlo sono i dati del portale statistico di Agenas, che premiano le performance di Ats.
Un riconoscimento che, come sottolinea il direttore generale Claudio Sileo, «non riguarda soltanto la nostra Agenzia, con i suoi oltre 700 dipendenti, ma nasce dal lavoro condiviso portato avanti ogni giorno dal pubblico e dal privato accreditato e sostenuto da una regia efficace».
La notizia – è bene ricordarlo – era stata anticipata alcune settimane fa dall’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso, intervenuto a Chiari ospite dell’Asst Franciacorta: «Agenas – aveva dichiarato – valuta le Ats italiane con giudizi che vanno da molto basso a molto alto. In Lombardia tutte si collocano tra il buono e il molto buono, ma una realtà spicca sulle altre ed è Ats Brescia».
Gestione oculata delle risorse
I dettagli sono consultabili sul portale statistico dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, ente pubblico che affianca Ministero della Salute e Regioni nel monitoraggio e nel miglioramento del Servizio sanitario. Relativamente all’anno 2024, l’ultimo disponibile, Ats Brescia, o meglio - per riprendere le parole di Sileo - il «sistema Brescia», emerge in particolare in tre ambiti. Il primo riguarda la sostenibilità economico-patrimoniale, settore nel quale si colloca al primo posto tra le Ats lombarde e ai vertici a livello nazionale, considerando soltanto le 27 aziende con bacini superiori a settecentomila abitanti.
Il primato nelle performance è legato alla capacità di garantire servizi e prestazioni di alta qualità con costi pro-capite contenuti, pur a fronte di una popolazione residente di oltre un milione 167mila abitanti.
Costi pro-capite
Per assicurare l’assistenza sanitaria e sociosanitaria Ats Brescia, nel 2024, ha impiegato complessivamente 1.771 milioni di euro, con una spesa media di 1.738 euro per ogni cittadino, inferiore rispetto ad altri territori come l’Ats Valpadana, dove si superano i 2.300 euro.
Importante anche l’impegno sul fronte della prevenzione collettiva e della sanità pubblica, ambito nel quale sono stati investiti più di 76 milioni di euro per sostenere campagne vaccinali, programmi di screening, iniziative di promozione dei corretti stili di vita, controlli sulla sicurezza alimentare e interventi per la tutela della salute nei luoghi di lavoro. In questo caso la spesa pro-capite si attesta a 65 euro, contro valori più elevati registrati in altre realtà, come l’Asl di Napoli centro (275 euro), ultima della classifica.
Per quanto riguarda la farmaceutica convenzionata, cioè i medicinali erogati a carico del Servizio sanitario regionale, l’investimento supera i 165 milioni di euro, con una spesa media di 141 euro per abitante, anche in questo caso inferiore a quella rilevata in territori limitrofi (158 in Ats Valpadana).
Un ulteriore indicatore positivo riguarda la tempestività dei pagamenti: nel 2024 Ats Brescia ha ulteriormente ridotto i tempi medi di liquidazione, anticipandoli di 9,55 giorni rispetto all’anno precedente. Il secondo parametro nel quale il «sistema Brescia» si distingue riguarda l’assistenza ospedaliera.
Tempi d’attesa per interventi
In Lombardia l’unica Ats premiata con un giudizio «molto alto» è quella guidata da Claudio Sileo, che a livello nazionale si colloca al secondo posto, alle spalle dell’Asp di Catania. Il risultato è legato a tre indicatori. Il primo è il rispetto dei tempi di attesa – in relazione alla classe di priorità assegnata – per interventi chirurgici particolarmente diffusi, come la colecistectomia laparoscopica in regime ordinario e gli interventi di protesi di anca, ginocchio e spalla.
Il secondo è rappresentato dalla durata media della degenza nei reparti di medicina interna e geriatria, dove permanenze eccessivamente prolungate possono essere indice di inappropriatezza organizzativa o clinica. Il terzo elemento riguarda invece il contenimento della «fuga» verso altre Ats per ricoveri di media e bassa complessità, indicatore della capacità del sistema ospedaliero di rispondere in modo efficace ai bisogni dei pazienti.
Screening oncologici
Infine Ats Brescia si colloca ai vertici anche sul fronte della prevenzione. È seconda in Lombardia – subito dopo Ats Montagna, nel cui territorio rientra anche la Valcamonica – e settima a livello nazionale per percentuale di adesione agli screening oncologici rivolti alla popolazione target, in particolare per mammella, cervice uterina e colon. Proprio per lo screening mammografico l’adesione raggiunge il 57% (dato 2025), un valore considerato significativo nel confronto con altri territori.
A completare il quadro delineato da Agenas vi sono altri due ambiti di valutazione, l’assistenza distrettuale e il livello degli investimenti, ad esempio per il rinnovo tecnologico delle strutture ospedaliere. In questi settori il «sistema Brescia» registra performance giudicate buone, ma con margini di miglioramento sui quali si concentreranno le prossime azioni di programmazione.
Alla luce di tutti questi risultati, conclude il direttore Sileo, «i cittadini bresciani possono guardare con fiducia al proprio sistema sanitario, che si conferma di qualità elevata. Un patrimonio del territorio che rappresenta anche un motivo di legittimo orgoglio per l’intera comunità».
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