Salute e benessere

Radiografie e Tac sul Fascicolo sanitario, il Garda è partito

La sperimentazione regionale ha preso il via dalla nostra provincia. Chiesa: «Accesso rapido alle informazioni, strumenti che migliorano la qualità delle decisioni». Coinvolta anche la Poliambulanza. Poi tocca a Spedali Civili e Asst Franciacorta
Basta cd, le immagini arrivano sul Fascicolo sanitario elettronico
Basta cd, le immagini arrivano sul Fascicolo sanitario elettronico

Le immagini radiologiche e diagnostiche arrivano sul Fascicolo sanitario elettronico (FSE 2.0). In Lombardia la sperimentazione è partita a metà giugno dall'Asst del Garda. Successivamente si sono attivate le prime strutture private accreditate come Fondazione Poliambulanza. Ad oggi sono già stati archiviati con successo oltre 10mila studi diagnostici, che risultano regolarmente pubblicati sul Fascicolo sanitario elettronico e consultabili dagli utenti e dai medici.  

Il cronoprogramma prevede l'inclusione di un gruppo pilota entro il mese di luglio, con il coinvolgimento dell’Asst Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dell’Asst Spedali Civili di Brescia e dell’Asst Franciacorta

Nel secondo semestre del 2026 la Regione fa sapere che si procederà con l'attivazione di Fondazione Irccs Policlinico di Milano, Asst Niguarda di Milano, Asst Valtellina, Asst Lodi, Asst Lecco e Asst Fatebenefratelli-Sacco di Milano, proseguendo poi in modo graduale con tutti gli altri enti sanitari pubblici e privati del territorio.

Quali esami

Il nuovo servizio consente sia ai cittadini sia ai professionisti sanitari di accedere in tempo reale agli esami specialistici ambulatoriali, inizialmente per le aree di radiologia e medicina nucleare (per esempio Tac, risonanza magnetica, radiografie, Pet, scintigrafie, Moc), cardiologia ed endoscopia, con l'obiettivo di estendere progressivamente la funzione a tutte le specialità che utilizzano immagini in formato standard Dicom.

Oltre alla digitalizzazione degli esami correnti, il progetto regionale prevede anche il recupero e la progressiva pubblicazione delle immagini diagnostiche prodotte dalle strutture negli anni passati, così da mettere a disposizione un patrimonio informativo il più completo possibile.

«Un salto di qualità fondamentale per la nostra sanità - ha commentato l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso - e un tassello cruciale nel percorso di digitalizzazione che abbiamo intrapreso. Un’operazione strategica che migliora in modo stabile la sicurezza delle informazioni e l'accessibilità dei servizi per tutti i cittadini lombardi. Mettiamo i professionisti sanitari nelle condizioni di condividere ed elaborare i dati clinici in tempo reale, ottimizzando i costi aziendali e migliorando sensibilmente l'efficienza dei percorsi di cura sul nostro territorio».

Vantaggi per medici e pazienti

Esprime soddisfazione per l’avvio del progetto Roberta Chiesa, direttrice generale di Asst Garda: «Essere la prima Asst della Lombardia a sperimentare l'integrazione delle immagini diagnostiche nel Fascicolo sanitario elettronico rappresenta per Asst Garda un traguardo di grande valore e, al tempo stesso, una responsabilità che affrontiamo con convinzione e senso del servizio pubblico».

La fase sperimentale, avviata il 18 giugno, ha visto Asst Garda «in prima linea per testare un servizio che garantisce la massima interoperabilità e una gestione totalmente digitalizzata delle cure». In prima istanza il progetto riguarda le immagini di radiologia ed endoscopia, ma a breve saranno aggiunte anche cardiologia e ginecologia ostetricia.

«Questa sperimentazione – aggiunge – segna un passaggio fondamentale nel percorso di trasformazione digitale della sanità lombarda. Non stiamo semplicemente introducendo una nuova funzionalità tecnologica: stiamo contribuendo a costruire un modello di sanità unita, più moderna, interoperabile e capace di mettere realmente il cittadino al centro del sistema».

A livello operativo la dottoressa Chiesa spiega che «ora i cittadini che si recano nelle nostre strutture possono consentire a qualsiasi specialista, in Italia o all'estero, di accedere alla propria documentazione iconografica, senza la necessità di portare con sé cd, oggi sempre più difficili da utilizzare. La possibilità di consultare direttamente nel Fascicolo sanitario elettronico non solo i referti, ma anche le immagini diagnostiche, significa garantire un accesso più semplice, rapido e sicuro alle informazioni cliniche. Significa offrire ai professionisti sanitari strumenti che migliorano la qualità delle decisioni, favoriscono la collaborazione tra strutture diverse sia pubbliche che private rendono più efficace la continuità delle cure, riducendo tempi, duplicazioni e costi».

Lavoro di squadra 

«Essere stati individuati come ente pilota testimonia la solidità organizzativa, le competenze professionali e la capacità di innovazione che caratterizzano la nostra azienda – conclude la dottoressa Chiesa –. È un riconoscimento che ci rende orgogliosi e che conferma come la sanità pubblica possa essere protagonista del cambiamento, contribuendo a sviluppare soluzioni destinate a diventare patrimonio dell'intero sistema sanitario regionale. Desidero esprimere un sincero ringraziamento a tutti i professionisti di Asst Garda, ad Aria ed alle aziende fornitrici che hanno reso possibile il raggiungimento di questo importante risultato che con spirito di squadra, hanno affrontato una sfida complessa trasformandola in un'opportunità concreta».

Il progetto, come accennavamo, è partito anche in Poliambulanza. «Accogliamo con favore ogni iniziativa che rafforza l’integrazione tra strutture sanitarie e sistema regionale, perché va nella direzione di una sanità sempre più accessibile, connessa e vicina ai cittadini - è il commento di Angelo Meloni, direttore sanitario di Fondazione Poliambulanza –. La possibilità di rendere disponibili anche le immagini diagnostiche attraverso il Fascicolo sanitario elettronico rappresenta un passaggio importante per semplificare i percorsi, favorire la continuità delle cure e mettere i professionisti nelle condizioni di lavorare con informazioni più complete».

«Come Fondazione Poliambulanza – conclude – siamo lieti di contribuire a questo percorso, nella convinzione che la collaborazione tra enti, Regione e strutture sanitarie sia essenziale per rendere l’innovazione digitale realmente utile per pazienti e operatori».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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