Ogni anno all’incirca trecento bresciani muoiono dopo aver contratto una polmonite. La prevenzione – che include vaccinazioni, buona gestione delle malattie croniche e adozione di uno stile di vita sano – può ridurre il rischio di sviluppare complicanze gravi.
Abbiamo affrontato l’argomento con Michela Bezzi, direttrice dell’Unità operativa complessa di Pneumologia degli Spedali Civili nonché presidente del Comitato scientifico dell’associazione «Brescia Respiro».
Dottoressa Bezzi, cos’è la polmonite e qual è il tasso di mortalità della malattia?
La polmonite è un’infiammazione dei polmoni, solitamente causata da un’infezione. Quando si verifica, gli alveoli polmonari vengono riempiti da mediatori dell’informazione che riempiono gli alveoli polmonari, ostacolano il passaggio dell’ossigeno e compromettendo la funzione respiratoria. Il tasso di mortalità varia tra l’1 e il 5%, ma può salire al 20-30% nei pazienti ricoverati fragili. Nei casi in cui si verifica il decesso la polmonite spesso è sopraggiunta complicando il quadro.
Quali possono essere le cause?
La polmonite può essere causata da diversi agenti patogeni, come batteri, virus e funghi. Il batterio più noto responsabile di questa condizione è lo Streptococco Aereus, ma anche altri batteri come lo Stafilococco e la Legionella possono essere implicati. Per quanto riguarda i virus, oltre al noto Covid-19, ci sono il virus respiratorio sinciziale e i virus influenzali. Due esempi di funghi associati alla polmonite sono Candida e Aspergillus.

Esistono vari tipi di polmonite, quali sono?
Questa malattia può essere suddivisa in due principali categorie: polmonite acquisita in comunità (Cap, Community-acquired pneumonia) e polmonite nosocomiale ossia acquisita in ospedale. La polmonite acquisita in comunità è la forma più frequente e si diagnostica attraverso la valutazione clinica e la radiografia del torace. Viene trattata con una combinazione di antibiotici e, se affrontata tempestivamente, può essere curata a domicilio con una prognosi favorevole. La polmonite ospedaliera, invece, è causata da agenti patogeni più resistenti alle terapie.
Come si curano le forme virali?
Vengono trattate con specifici farmaci antivirali e con terapie di supporto come i farmaci antifiammatori, il cortisone e l’ossigenoterapia, oltre all’idratazione.
Le forme più diffuse sono gestibili a domicilio, ma cosa succede in caso di complicanze?
Se la polmonite porta a complicanze come l’insufficienza respiratoria, il paziente viene ricoverato in ospedale. In questa fase, si indaga più a fondo la tipologia dell’infezione, per somministrare antibiotici mirati per via endovenosa e gestire adeguatamente la situazione.
La polmonite può insorgere a ogni età?
Sì, anche se è più frequente nella popolazione anziana, che tende ad avere un sistema immunitario più compromesso e quindi è più suscettibile alle infezioni.

Quali sono i sintomi?
Sono febbre, tosse, catarro, dispnea (difficoltà respiratoria), stanchezza e dolore toracico.
E i campanelli d’allarme?
Nei casi più gravi, soprattutto negli anziani, possono comparire affanno importante, febbre resistente alla terapia, svenimento o stato di confusione mentale.
Quanto incide il fumo tra i fattori di rischio?
Peggiora la prognosi della polmonite e rende più difficile la guarigione.
In generale quanto tempo serve per guarire da una polmonite?
È un percorso lento. Ci vogliono almeno tre settimane per la guarigione clinica, cioè per il miglioramento dei sintomi e delle condizioni generali del paziente. Tuttavia, la guarigione radiologica, ossia la completa risoluzione dell’infiammazione visibile nei polmoni tramite radiografia, può richiedere almeno due mesi.
Quali vaccini esistono?
Ci sono diversi vaccini raccomandati dalle Società scientifiche per prevenire la polmonite, in particolare per le persone con malattie respiratorie come la Bpco (Broncopneumopatia cronica ostruttiva) o l’asma. Tra i vaccini principali, c’è quello contro lo pneumococco, che è indicato come misura preventiva nei soggetti fragili o dopo la prima polmonite (ma non durante una polmonite in corso). Inoltre, sono raccomandati anche il vaccino antinfluenzale e anti-Covid, per proteggere da altre infezioni respiratorie. Esiste anche una forma di prevenzione contro il virus respiratorio sinciziale.
C’è una buona adesione?
Sì, tra i nostri pazienti l’adesione ai vaccini è quasi totale. Nei nostri ambulatori eseguiamo circa 400 visite pneumologiche a settimana in ospedale. Inoltre, siamo presenti nelle Case di Comunità di Rezzato, Ospitaletto e Travagliato, per seguire i pazienti cronici direttamente vicino a casa, evitando loro di doversi recare in ospedale. Nelle Case di Comunità i pazienti possono effettuare visite di controllo, test del cammino e spirometrie.
Qual è, in generale, l’andamento della polmonite?
Il picco si verifica generalmente nei mesi di gennaio e febbraio, quando le infezioni respiratorie sono più comuni. Attualmente, ad esempio, la situazione è tranquilla. Tuttavia, durante l’estate, i casi possono aumentare a causa dell’uso dell'aria condizionata. Il freddo, specialmente quando le persone sono sudate o bagnate, può alterare i meccanismi di difesa mucociliari delle vie aeree, aumentando il rischio di contrarre la polmonite. Queste forme estive, se trattate tempestivamente, possono essere curate a domicilio senza complicazioni gravi.




