Poliambulanza, l’ambulatorio per morbo di Crohn e rettocolite ulcerosa

Daniela Affinita
Diagnosi precoce, terapie innovative e presa in carico multidisciplinare al centro della puntata di Obiettivo Salute con i gastroenterologi della Fondazione Poliambulanza.
Una foto d'archivio della Poliambulanza - © www.giornaledibrescia.it
Una foto d'archivio della Poliambulanza - © www.giornaledibrescia.it
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Diagnosi precoce, terapie innovative e presa in carico multidisciplinare: sono queste le armi più efficaci contro le malattie infiammatorie croniche intestinali. Se ne è parlato a Obiettivo Salute con i gastroenterologi della Fondazione Poliambulanza che si occupano dell’ambulatorio IBD. La dottoressa Viviana Gerardi, insieme ai colleghi Alessandro Quadarella, Enrico Tettoni e Pietro Cesari, ha raccontato il lavoro del servizio, punto di riferimento per i pazienti con morbo di Crohn e rettocolite ulcerosa.

Malattie croniche sempre più diffuse

Le malattie infiammatorie croniche intestinali rappresentano oggi una sfida importante per la medicina, perché si tratta di patologie complesse, a decorso cronico, che richiedono controlli costanti e terapie mirate. «Le IBD sono malattie che accompagnano il paziente per tutta la vita e che possono avere un impatto significativo sulla quotidianità – ha spiegato la dottoressa Gerardi – per questo è fondamentale avere un ambulatorio dedicato, in grado di seguire la persona dalla diagnosi fino al monitoraggio continuo della terapia».

In Italia sono sempre di più le persone che convivono con queste patologie, spesso diagnosticate in giovane età, i sintomi possono essere diversi: dolore addominale, diarrea persistente, perdita di peso, anemia e una stanchezza cronica che incide sulla qualità della vita.

Un percorso personalizzato per ogni paziente

«Il nostro lavoro è accompagnare il paziente in un percorso completo e personalizzato – ha sottolineato il dottor Quadarella – non ci limitiamo alla visita, ma costruiamo un rapporto continuo con la persona, monitorando l’andamento della malattia e adattando le terapie in base alla risposta clinica». L’ambulatorio IBD della Poliambulanza consente ai pazienti di essere seguiti all’interno di un percorso dedicato, con controlli periodici, esami diagnostici e accesso alle terapie più avanzate, comprese quelle biologiche e di nuova generazione.

Negli ultimi anni la ricerca ha fatto passi avanti importanti, permettendo di controllare meglio l’infiammazione e ridurre le riacutizzazioni della malattia. «Oggi abbiamo a disposizione farmaci sempre più efficaci e sicuri – ha aggiunto la dottoressa Gerardi – l’obiettivo non è solo curare la malattia, ma garantire al paziente una buona qualità della vita, permettendogli di lavorare, studiare e programmare il futuro con serenità».

Uno degli aspetti centrali è il lavoro multidisciplinare, le IBD richiedono infatti la collaborazione tra diversi specialisti e personale sanitario dedicato. «La gestione di queste patologie non può essere affidata a una sola figura – ha spiegato il dottor Tettoni – serve una collaborazione costante tra gastroenterologi, chirurghi, radiologi, infermieri e altri specialisti per garantire una presa in carico completa e sicura».

I medici dell'ambulatorio IBD di Poliambulanza - © www.giornaledibrescia.it
I medici dell'ambulatorio IBD di Poliambulanza - © www.giornaledibrescia.it

All’interno della struttura il paziente viene seguito nel tempo, anche nelle fasi più delicate della malattia, con percorsi personalizzati e un contatto diretto con l’équipe medica. «Il paziente non è mai lasciato solo – ha continuato Tettoni – lo accompagniamo in ogni fase del percorso, dalle prime visite fino alle terapie più complesse, offrendo supporto e continuità assistenziale».

Diagnosi precoce e informazione

Durante la trasmissione si è parlato anche dell’importanza dell’informazione e della diagnosi precoce, perché spesso i sintomi vengono sottovalutati o confusi con disturbi intestinali comuni. «Dolori addominali persistenti, diarrea frequente, perdita di peso o anemia non devono essere ignorati – ha ribadito Quadarella – arrivare presto alla diagnosi significa poter intervenire tempestivamente e migliorare l’andamento della malattia».

Un altro tema fondamentale è quello della qualità della vita, le malattie infiammatorie croniche intestinali possono influire sul lavoro, sulle relazioni sociali e anche sulla sfera psicologica, soprattutto nei pazienti più giovani. «Il nostro obiettivo è permettere alle persone di convivere con la malattia senza rinunciare alla propria vita – ha concluso la dottoressa Gerardi – con un percorso strutturato, terapie adeguate e controlli regolari è possibile mantenere la malattia sotto controllo e ridurre al minimo le complicanze».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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