Patologie della mano: «La riabilitazione inizia prima dell’intervento»

Fratture, tunnel carpale, rizoartrosi e interventi chirurgici: nelle patologie della mano la riabilitazione è fondamentale per recuperare la funzionalità. Senza un percorso fisioterapico adeguato, infatti, il rischio è non tornare a muovere correttamente polso e dita. A spiegarlo è Paolo Giotto, fisioterapista del centro Esclusiva Mano, specializzato nella riabilitazione della mano.
In quali situazioni è utile iniziare la riabilitazione già prima dell’intervento chirurgico?
«La riabilitazione pre-operatoria è molto utile quando l’intervento è programmato, ad esempio nella rizoartrosi o in alcune patologie tendinee. Serve per preparare la mano, ridurre il dolore e mantenere mobilità e forza, stiamo approfondendo questo aspetto anche in un lavoro di tesi che evidenzia come la fisioterapia pre-operatoria prepari anche mentalmente il paziente, rendendo il percorso post-chirurgico più semplice e meno stressante».
Quanto è importante la riabilitazione dopo un intervento di chirurgia della mano?
«È determinante, e soprattutto deve essere precoce, spesso l’indicazione del chirurgo è di iniziare già entro 24 ore dall’intervento, affidandosi a un fisioterapista specializzato. La chirurgia risolve il problema, ma è la riabilitazione che permette alla mano di tornare davvero a funzionare».
Cosa rischia un paziente che non segue correttamente il percorso fisioterapico?
«Il rischio principale è non recuperare completamente la funzionalità della mano, possono comparire rigidità, dolore persistente e perdita di forza, con difficoltà anche nei gesti quotidiani».

Quali strumenti e tecniche utilizzate per il recupero funzionale?
«Utilizziamo terapia manuale, esercizi mirati e tutori su misura, oltre al lavoro su cicatrice, sensibilità e recupero funzionale personalizzato. Nel centro Esclusiva Mano utilizziamo anche, in casi selezionati, realtà virtuale e dispositivi tecnologici per rendere il recupero più efficace e coinvolgente».
Quanto tempo richiede mediamente il recupero dopo un intervento o una frattura?
«Dipende dal caso: si va da alcune settimane a due o tre mesi, con miglioramenti già nelle prime fasi».
Ci sono differenze tra un paziente giovane e uno più anziano?
«Sì, soprattutto nei tempi di recupero, ma con un percorso corretto si possono ottenere ottimi risultati a qualsiasi età».
Quanto è importante il rapporto con il chirurgo?
«È fondamentale, la collaborazione tra chirurgo e fisioterapista permette di costruire un percorso efficace. Professionisti come il dottor Marcoccio dimostrano quanto sia importante una rete di specialisti per garantire una presa in carico completa del paziente».
È possibile tornare a svolgere le attività quotidiane e lavorative come prima?
«Nella maggior parte dei casi sì, lobiettivo è sempre il ritorno completo alle attività quotidiane e lavorative».
Che consiglio darebbe a chi ha dolore alla mano o al polso ma tende a rimandare la visita?
«Non aspettare: intervenire presto permette di recuperare meglio e più velocemente. Quando il dolore o la difficoltà iniziano a limitare le attività quotidiane è il momento giusto per rivolgersi a uno specialista della riabilitazione della mano».
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