Dolore diffuso, stanchezza costante, sonno che non rigenera, sintomi reali, spesso invalidanti, ma ancora troppo sottovalutati. È la fibromialgia, una condizione cronica che colpisce soprattutto le donne e che continua a essere poco compresa, sia dal punto di vista clinico sia sociale. Un tema che sarà al centro della puntata di questa sera di «Obiettivo Salute», in diretta alle 20.30 su Teletutto, condotta da Daniela Affinita. In studio interverranno il dottor Roberto Gorla, della Reumatologia degli Spedali Civili di Brescia, la dottoressa Eleonora Pedretti e Alessandra Sandrini, rappresentante dell’associazione Abar, da anni punto di riferimento per i pazienti. Gli inviati Alessia Tagliabue e Massimo Grandi hanno raccolto testimonianze direttamente in ospedale, dando voce a chi convive ogni giorno con questa patologia.

Una malattia difficile da riconoscere
La fibromialgia viene spesso definita una «malattia invisibile» perché non emerge dagli esami diagnostici tradizionali; il dolore, però, è reale e può essere costante, diffuso, difficile da localizzare. A questo si aggiungono affaticamento cronico, disturbi del sonno, difficoltà di concentrazione e altri sintomi che rendono la quotidianità complessa. Arrivare a una diagnosi non è semplice: non esistono test specifici e il riconoscimento avviene attraverso una valutazione clinica, basata sui sintomi e sull’esclusione di altre patologie. Un percorso che, per molti pazienti, può richiedere anni.
Le cause e i meccanismi
Le cause della fibromialgia non sono ancora del tutto chiarite, le evidenze scientifiche indicano un’alterazione nella percezione del dolore da parte del sistema nervoso, che porta a una sorta di amplificazione degli stimoli. Fattori come stress prolungato, traumi fisici o emotivi e predisposizione individuale possono contribuire all’insorgenza della malattia.
Non esiste una cura definitiva, ma la fibromialgia può essere gestita attraverso un approccio integrato, e le terapie comprendono farmaci mirati, attività fisica adattata, fisioterapia, supporto psicologico e interventi sullo stile di vita. Fondamentale è il lavoro di squadra tra diversi specialisti: reumatologi, fisiatri, fisioterapisti, psicologi e medici di medicina generale. Un percorso personalizzato, costruito sulla base dei bisogni del singolo paziente. Accanto al ruolo dei medici, è importante anche quello delle associazioni, come Abar, che offrono supporto, ascolto e orientamento, contribuendo a rompere l’isolamento in cui spesso si trovano le persone che convivono con questa patologia.
Vivere con la fibromialgia
Conviverci è possibile, ma richiede consapevolezza, continuità nelle cure e un cambiamento dello stile di vita. Il primo passo resta il riconoscimento: comprendere che il dolore è reale e che esistono percorsi per affrontarlo, la fibromialgia è una condizione complessa che merita attenzione, diagnosi tempestive e risposte concrete. Parlarne, informare e dare voce ai pazienti è fondamentale per superare i pregiudizi e costruire una maggiore consapevolezza. Perché dietro a una malattia invisibile ci sono storie reali che chiedono di essere ascoltate.



