Più fondi, apertura straordinaria degli ambulatori (dalle 16 alle 20 e il sabato mattina) e nuovo Centro unico di prenotazione (operativo, in forma sperimentale, a Brescia da giugno) per garantire ulteriori visite ed esami. Questa la ricetta firmata dall’assessore al Welfare Guido Bertolaso per ridurre le liste d’attesa in Lombardia nel 2024.
Una ricetta che, nel medio-lungo periodo, potrà contare anche sull’inserimento di nuovo personale reclutato in Italia, attraverso un bando unico per infermieri e medici, e all’estero, grazie agli accordi in via di definizione con il Paraguay e l’Argentina.
Fondi e prestazioni
L’annuncio è partito ieri da Palazzo Lombardia dopo l’ok della Giunta Fontana. Sul piatto - a sostegno dell’operazione che mira a tamponare una criticità del sistema - ci sono 61 milioni di euro: 41 per gli ospedali pubblici e 20 per il privato accreditato. Perché, come ha sottolineato il presidente Attilio Fontana, «siamo un comparto unico: collaboriamo per risolvere i problemi».
I fondi serviranno per garantire le prenotazioni di visite ed esami già attive e soddisfare la nuova domanda incrementando l’offerta di un milione di appuntamenti rispetto al 2023.
Nel dettaglio in Lombardia andranno effettuate, entro fine anno, sette milioni di prestazioni di quelle che rientrano nel Piano nazionale gestione liste di Attesa (Pngla). Quasi un milione riguardano la nostra provincia: negli ospedali pubblici delle quattro Asst sono 591.800; a queste si aggiungono le 369.900 prestazioni previste nelle strutture private accreditate nell’area di Ats Brescia e la parte camuna della 29.100 prestazioni private nella zona dell’Ats della Montagna (che comprende pure la Valtellina).
La Regione, quindi, erogherà fondi, ma stabilità anche le tempistiche dando agli ospedali indicazioni su come pianificare mensilmente le agende e su quanto dovranno durare visite ed esami (30 minuti la prima visita oncologica, 20 dermatologica e ginecologica, 40 la colonscopia, 10 l’elettrocardiogramma...): : «I compiti li diamo noi - ha commentato Bertolaso -. E monitoreremo la situazione».
Nodo personale
Per garantire tutte le prestazioni gli ambulatori potranno estendere il proprio orario di apertura dal 6 maggio. Un nuovo passo verso una «sanità h24 - ha detto -. Gli ospedali sempre aperti sono l’obiettivo finale di questa Giunta. È intollerabile avere apparecchiature ferme per mancanza di personale». Mancanza di personale che, considerati i prossimi pensionamenti, l’assessore ha quantificato in 700 medici, 2.500 infermieri, 400 figure sociosanitarie e 1.200 medici di famiglia.
Bertolaso, a tal proposito, ha annunciato un bando unico per medici e infermieri da reclutare in Italia e la definizione di accordi per nuovo personale da Argentina e Paraguay. In questi due Paesi che l’assessore ha da poco visitato i Governi hanno riferito della presenza di 3mila infermieri e 500 medici interessati a lavorare in Lombardia. In questa fase «stiamo valutando la loro preparazione e stiamo immaginando corsi di aggiornamento nei loro Paesi. In Italia i loro contratti saranno a tempo determinato».
Referti rapidi
E ancora: la ricetta di Bertolaso per curare la sanità lombarda prevede anche un’operazione di semplificazione con l’introduzione dell’obbligo per l’ospedale in cui avviene il primo accesso, di prenotare anche le visite di controllo. Quanto poi al capitolo prevenzione, la Regione ha definito i tempi di consegna dei referti: cinque giorni per lo screening mammografico (massimo tre se è positivo), sette giorni per lo screening del colon retto. Una stretta viene data anche ai tempi degli esami di approfondimento.




