Catinoni sintetici: cosa sono e come agiscono le droghe del chemsex

Simili alle anfetamine, queste sostanze sintetiche condividono con esse l’azione stimolante: amplificano le sensazioni corporee, ma allo stesso tempo sono deleterie per il sistema cardiocircolatorio
L'Mdpv si presenta spesso come polvere bianca o grigiastra
L'Mdpv si presenta spesso come polvere bianca o grigiastra
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Percezioni amplificate, prestazioni fortificate e un aumento spropositato di energia: è questo che promette l’Mdpv, la droga sintetica proveniente dall’Olanda recentemente sequestrata a Brescia, che porta l’attenzione su un gruppo di sostanze forse ancora poco note nel dibattito pubblico, ma che si stanno diffondendo: i catinoni sintetici. L’Mdpv – spesso indicata con il nome di «Pv» e usata da chi pratica il chemsex (o chemical sex, ovvero l’uso di sostanze psicoattiva durante i rapporti sessuali per aumentarne intensità, durata e piacere) – fa esattamente parte di questa categoria.

Negli ultimi anni questo catinone sintetico ha trovato diffusione proprio in ambienti in cui le sostanze psicoattive vengono utilizzate per prolungare l’esperienza sessuale e amplificare le percezioni. Al di là dei contesti specifici, si tratta di una molecola con effetti stimolanti potenti e rischi rilevanti per la salute.

Catinoni sintetici: cosa sono e come si presentano

L’Mdpv appartiene alla famiglia dei catinoni sintetici, molecole prodotte in laboratorio a partire dalla struttura del catinone, sostanza naturale presente nella pianta di khat. Dal punto di vista farmacologico, questi composti sono simili alle amfetamine e condividono con esse l’azione stimolante sul sistema nervoso centrale.

Tra i catinoni più diffusi si trovano mefedrone, 4-Mec e lo stesso Mdpv. Vengono commercializzati in diverse forme: compresse, capsule, polveri o cristalli. Spesso sono venduti clandestinamente con etichette fuorvianti, come «sali da bagno» o «fertilizzanti per piante». In molti casi contengono miscele di più sostanze, con effetti difficili da prevedere.

Foglie della pianta di Khat
Foglie della pianta di Khat

L’Mdpv, o 3,4-metilendiossipirovalerone, è in particolare un pirrolidinofenone con azione stimolante marcata. Nel mercato illegale si presenta soprattutto come polvere fine di colore bianco o grigio. Può essere assunto per via orale, inalatoria o tramite insufflazione, ma anche per via endovenosa o intramuscolare. Questa varietà di modalità di consumo aumenta il rischio di effetti acuti e complicanze. In Italia la sostanza è inserita nella Tabella I del dpr 309/90, quindi è soggetta a controllo. Analoghe misure sono presenti in molti Paesi europei. 

Effetti sulla salute e rischi acuti

I sintomi più frequenti comprendono ansia, difficoltà di concentrazione, problemi di memoria a breve termine, tachicardia e aumento della pressione arteriosa. Non sono rari disturbi più gravi, come agitazione psicomotoria, allucinazioni, aggressività e convulsioni. Il quadro clinico può sovrapporsi a quello osservato con cocaina o Mdma.

Gli effetti dell’Mdpv sono intensi e prolungati: lo stato di intossicazione può durare dalle 6 alle 8 ore. Tra i sintomi più comuni si osservano tachicardia, ipertensione, sudorazione e aumento della temperatura corporea. Nei casi più gravi possono comparire aritmie, convulsioni, ictus ed edema cerebrale. Sono documentati anche collasso cardiocircolatorio, infarto del miocardio e decessi. I sovradosaggi sono caratterizzati da elevata tossicità e richiedono spesso l’intervento dei servizi di emergenza.

Sul piano psichico, la sostanza può provocare agitazione intensa, paranoia, allucinazioni e perdita del contatto con la realtà. In alcuni casi si osservano comportamenti aggressivi o autolesivi.

Dipendenza

Uno degli aspetti più critici riguarda l’elevato potenziale di dipendenza. L’Mdpv può infatti indurre un uso ripetuto e compulsivo, con difficoltà a interrompere l’assunzione anche dopo un breve periodo. In alcuni contesti, come il chemsex, la sostanza viene utilizzata per aumentare il desiderio, ridurre le inibizioni e amplificare le sensazioni corporee. Questo può portare a sessioni prolungate, con privazione di sonno e alimentazione, aumentando lo stress sul sistema nervoso e cardiovascolare.

Tra i segnali di una possibile dipendenza ci sono irritabilità, cambiamenti dell’umore, isolamento sociale e difficoltà nelle relazioni e nel lavoro. Di conseguenza, il rischio è l’ingresso in un circolo di consumo sempre più frequente, con effetti progressivamente più gravi.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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