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CONFINDUSTRIA

La Transizione 4.0 passa dagli Its, ma serve accelerare


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21 apr 2021, 06:00
Una parte dei team di Its Machina Lonati, che ha sede a Brescia

Una parte dei team di Its Machina Lonati, che ha sede a Brescia

La sfida è a dir poco immane. E quindi va incoraggiata quella lanciata nei giorni scorsi da Melania Rizzoli, assessore alla Formazione della Regione Lombardia che vorrebbe portare a 30mila, dagli attuali 3500, gli studenti che frequentano gli Its nella nostra regione. Il tutto in cinque anni e mantenendo qualità scolastica elevata. L’annuncio della Rizzoli è giunto al convegno «Le competenze per la Transizione 4.0: l’esperienza degli Its Lombardi», organizzato da Confindustria Lombardia (in collaborazione con Adapt) inteso a fare quel che si dice il punto della situazione in chiave regionale di questi istituti di formazione, biennali per la gran parte dopo il diploma superiore. Diciamo pure una formazione tecnico-scientifica aggiuntiva a quella dei classici periti e ad una soglia dall’università. Dei super-periti, come non vogliono esser chiamati.

Il webinar è stato introdotto dal Presidente di Confindustria Lombardia Marco Bonometti e dalla citata assessore alla Formazione e Lavoro di Regione Lombardia Melania Rizzoli, a testimonianza dell’importanza delle sinergie tra pubblico e privato nella valorizzazione degli Istituti tecnici superiori, ma anche in vista di un più vasto progetto di valorizzazione degli Its che dovrebbe avere un importante sostegno (fino a 1,5 miliardi) dagli attesi fondi europei. Marco Bonometti, presidente di Confindustria, ha messo sul tavolo quel che per le imprese è diventato uno dei maggiori problemi, ovvero la necessità di trovare competenze, «in particolare quelle digitali richieste, ha detto Bonometti, nel 60,4% dei profili ricercati nel 2020».

Il dato dice con evidenza del tipo di distanza fra domanda/offerta. Il tema è: come e cosa fare per ridurre lo squilibrio tra domanda e offerta?». Per il presidente la strada è quella della formazione tecnica con modello duale di formazione integrato tra scuola e industria e gli Its sono il modello da seguire. I risultati - citati da Marco Bonometti - parlano chiaro: in Lombardia gli studenti che escono dagli Its hanno un tasso di collocazione all’80% a pochi mesi dal conseguimento del titolo».

Il problema dei problemi è quanto evocato agli inizi ed è ad un tempo un problema di offerta e uno di domanda. Tutti vogliono gli Its ma nel Bresciano (ad esempio) è attiva una sola Fondazione con l’Istituto tecnico Superiore per Le nuove tecnologie per il made in Italy Machina Lonati. A Varese ne sono attivi due, così come a Monza, cinque a Milano. Proposta formativa ristretta, dunque, ma anche domanda abbastanza contenuta. Sono relativamente pochi gli studenti che, dopo il diploma tecnico, si avvicinano a questo percorso: o al lavoro o all’università. Insomma: c’è da lavorare anche qui, forse soprattutto qui. Da mettere in agenda per famiglie e ragazzi: dal 5 al 7 maggio ci saranno gli Its Pop Days per i lombardi e i 90 attuali Its nazionali.

 

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