«In questo viaggio avventura non sono mai stato solo, accompagnato in ogni passo e in ogni pedalata dall’affetto di questi bambini che mi scrivevano sui social. Ad un certo punto mi sembrava di sognare e sono andato ben oltre gli obiettivi che ci eravamo prefissati. Non volevo più tornare». E invece Ettore Campana, ciclista e scialpinista bresciano, ad un certo punto si è fermato, si è guardato indietro e ha fatto ritorno a casa.
Ad attenderlo il grande affetto dei bambini del reparto di Oncoematologia Pediatrica degli Spedali Civili di Brescia e delle loro famiglie, che lo hanno accolto con un grande abbraccio e con un messaggio colorato appeso all’ingresso del reparto: «Bentornato Ettore».
Una motivazione che, in questo caso, è stata reciproca, grazie al viaggio documentato su Instagram (@etto_vololibero) e ad una chat di whatsapp creata dalle mamme dei bimbi ricoverati che è servita a tenere vivo lo spirito di gruppo e ad incoraggiarsi reciprocamente.

«Come nelle scalate alpine – ha detto Fulvio Porta, responsabile del reparto – a vincere è la cordata, lo sforzo comune che serve per raggiungere la cima». Uno sforzo che ha spinto Ettore oltre ogni immaginazione: partito con l’obiettivo di scalare 5 cime, alla fine è riuscito a raggiungerne 33. Partito in bici da Brescia il 15 aprile scorso, dall’Italia ha raggiunto la Svizzera e la Francia, percorso tra bici e sci 2.800 chilometri e 70.500 metri di dislivello positivo.

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