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Bmw applaude Cropelli (grazie anche al check up di Becom)


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Industria 4.0
29 set 2017, 14:00

Sì, d’accordo: tante cose belle e utili, tutti d’accordo ad investire sull’innovazione, meglio ancora se c’è la defiscalizzazione. Ma la domanda vera - quella che riassume lo stato d’animo di tanti imprenditori, soprattutto dei più piccoli - è: ma da dove partire per mettere elementi di innovazione in chiave 4.0?

Si può partire anche leggendo questo giornale. A fine aprile si è raccontata la storia della Becom, una società di consulenza bresciana che col Csmt offre un servizio di prima consulenza gratuito. Un check up per capire, appunto, da dove partire. Letto e visto alla Cropelli stampi di Palazzolo, 30 addetti, 5 milioni di ricavi per il 70% all’export, clienti nell’automotive (Bmw e Mercedes fra gli altri) e negli elettrodomestici, produttori di sedie e mobili e altri.

Letto e visto, come detto, ed in azienda arriva Alfredo Rabaiotti della Becom. Si fa il punto e si parte da dove l’urgenza preme di più: riuscire ad avere un sistema di comunicazione continuo e affidabile con i clienti, qualcosa che da una parte consenta al cliente di tenere sotto controllo lo stato d’avanzamento del proprio stampo e, dall’altra parte, consenta ai Cropelli di poter far rispettare al cliente stesso gli impegni sottoscritti, soprattutto in materia di tempistica.

Adesso la storia la racconteremo, ma va detto subito che in 100 giorni un risultato è stato ottenuto: Bmw ha fatto i complimenti alla piccola azienda di Palazzolo che ha cominciato ad adottare uno strumento di Bpm (Business process management), ovvero uno dei sistemi organizzativi aziendali utilizzati nei grandi gruppi industriali.

Intuisco la possibile obiezione: quando si parla di queste cose è un trionfo di inglese e di sigle. Non ditelo a me, ma questo è il mondo. Dimenticatevi di Bpm e concentratevi su quel che può fare. Ovvero comunicare in modo rapido, affidabile, con documentazione aggiornata in tempo reale (anche fotografie) sullo lo stato di avanzamento dei lavori, per dire quindi al cliente a che punto è lo stampo, con la possibilità per la Cropelli di controllare tutte le mail in entrata e uscita.

Questo software è della Becom e si chiama Smart-operation. Coccolare il cliente. Ovviamente, l’esigenza primaria di questo strumento è di natura organizzativa. Ma c’è anche altro. Ed è quello che alla Cropelli chiamano «coccolare il cliente». Lo dicono Elena Cropelli e Fabio Terzi. Entrambi 33 anni, lavoro gomito a gomito, compagni nella vita, in attesa del secondo rampollo - Leonardo - atteso ad ore.

E quindi, accanto alle coccole per Leonardo, in Cropelli pensano che lo Smart-operation serva sì alla funzionalità ma anche a stabilire col cliente un rapporto più stretto, serve a tranquillizzare i vari colossi che anche i piccoli ci sanno fare. È organizzazione ma anche marketing. Fino a qualche anno fa pareva impensabile in un settore maschio come la meccanica del truciolo. Adesso è considerato indispensabile. Viva le coccole.

Con il fondatore Tarcisio Cropelli, Elena e Fabio e con Alfredo Rabaiotti di Becom, facciamo un giro in fabbrica. Fare stampi è la quintessenza della meccanica. Da blocchi di acciaio di 50 quintali bisogna «scavare» lo stampo che darà poi vita a fanali, copriruote, frontali di auto e camion. Interventi con tolleranze da micron su pezzi che pesano tonnellate. In un angolo della fabbrica (parentesi: età media 35 anni), il Tarcisio Cropelli si è tenuto alcune delle vecchie macchine che gli fanno compagnia dal 1980, quando partì. Fa tenerezza mentre guarda la vecchia fresetta messa lì di fronte ad un portale a 5 assi per rifinire gli stampi e che non a caso hanno chiamato Fidia: perchè fare stampi è un po’ come fare sculture.

 

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