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POLITICA E INDUSTRIA

Digital-incentivi, dopo la scossa serve la continuità


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Impresa 4.0
27 set 2018, 06:00
Investimenti. Iper e superammortamento: due misure che le aziende sperano possano essere confermate

Investimenti. Iper e superammortamento: due misure che le aziende sperano possano essere confermate

E ora? Era il 21 settembre 2016 quando venne presentato ufficialmente il Piano nazionale Industria 4.0 dall'allora ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda. Fu una boccata d'ossigeno per un mondo industriale alla ricerca della riscossa dopo i difficili anni post crisi 2008, un'iniezione di fiducia (e di finanziamenti) che non tardò a far sentire i suoi effetti.

La curva degli investimenti salì in pochissimo tempo spinta dal grimaldello degli strumenti finanziari (iper e superammortamento, Nuova Sabatini, credito d'imposta) e dalla precisa volontà di portare il Sistema Italia nel mezzo della pervasiva trasformazione digitale. L'anno seguente è stata l'Impresa, non più l'Industria, a prendere piede, con uno sguardo più focalizzato su formazione e creazione di competenze.

E ora? Lo scenario è decisamente mutato, con le aziende che stanno raccogliendo i frutti dei loro investimenti e stanno, ancora però lentamente, prendendo coscienza della necessità di innovare, anche grazie alla diffusione capillare dei digital hub, quali il bresciano InnexHub. L'ultimo atto dell'ex ministro Calenda fu quello di stanziare 73 milioni di euro per i competence center, hub dove il sapere scientifico universitario si fonde con la concretezza del mondo dell'impresa, creando dei poli di ricerca applicata che ricordano da vicino gli istituti Fraunhofer sul territorio tedesco.

La graduatoria è già stata stilata (in testa c'è il competence center che fa capo al Politecnico di Torino seguito da quello del Polimi e dell'Università di Bologna) ed ora si guarda a futuri sviluppi. Qualche incognita c’è. Ed è legata al cambio di guardia politico anche se il vicepremier Luigi Di Maio qualche dichiarazione tranquillizzante l’ha detta: anche per il 2019 resteranno iper e superammortamento nonché un bonus formazione. Sul livello di detraibilità fiscale resta qualche dubbio ma non è azzardato immaginare che una qualche limatura ci sarà.

Di Maio ha inoltre promesso uno snellimento dei procedimenti burocratici per accedere ai finanziamenti nonchè un'accelerazione affinchè sempre più Pmi, in particolare nel Sud del Paese, riescano ad inserirsi nel circuito dei finanziamenti e del mercato internazionale. Dal Mise è arrivata anche la promessa di rifinanziamento del fondo di garanzia.

Al di là delle preoccupazioni lo scenario sembra quindi ancora positivo per le imprese italiane, che però non potranno continuare ad appoggiarsi unicamente sull'intervento statale, soprattutto se questo non pare ad oggi ancora certo. Dopo due anni dal primo Piano per la digitalizzazione l'industria italiana è davanti ad un bivio: trasformarsi oppure perire lentamente sotto i colpi del mondo globale interconnesso. Qui sta infatti la partita. vera. Gli aiuti sono serviti per ripartire, ora bisogna andare.

 

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