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FAIRTRADE

Esplode il consumo di cioccolato, soprattutto quello equosolidale

Redazione Web

Cucina
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22 dic 2020, 06:30
Nel 2020 il formato tavoletta è stato quello che ha registrato la più alta crescita

Nel 2020 il formato tavoletta è stato quello che ha registrato la più alta crescita

Con la pandemia e le lunghe permanenze a casa per lo smart working, i consumi del re del comfort food, il cioccolato, sono esplosi, ma a crescere è in particolare la categoria del fairtrade, il commercio equosolidale. Nel 2020 il formato tavoletta è stato quello che ha registrato la più alta crescita, il 4%, raggiungendo i 540 milioni di euro sul mercato italiano complessivo che vale quasi 2 miliardi. Gli italiani, con una media annua di consumi per nucleo familiare di 4,9 chili secondo dati Euromonitor, sembrano disposti a spendere di più per il biologico e le filiere certificate etiche, dove le buone pratiche agricole spaziano dal rispetto dei lavoratori nelle piantagioni fino a processi di lavorazione, come l'essiccazione e la tostatura, rispettosi dell'ambiente e della materia prima.

Secondo l'Osservatorio Immagino Nielsen GS1 Italy sui prodotti di largo consumo, le certificazioni legate alla Responsabilità sociale sono presenti sul 7,4% dei prodotti, che hanno generato il 10,6% delle vendite (oltre 3,8 miliardi di euro) ed è in aumento il giro d'affari dei prodotti certificati Ecocert (+19,6%), Utz (+16,2%), Fairtrade (+8,5%) ed Ecolabel (+4,4%).

Davanti a uno scaffale di barrette di cioccolato sta salendo in particolare la domanda di produzioni artigianali «from bean to bar», dolci di filiere rispettose dell'ambiente e dei lavoratori oltre che capaci di raccontare le diverse vie del cioccolato, dal Sudamerica alla Costa D'Avorio fino alle Filippine, valorizzando quelle di filiera etica. Queste produzioni artigianali, la cui shelf life è mediamente tre settimane salvo le produzioni anidre (senza acqua) che durano di più, sono le protagoniste della tavola del Natale e delle tombolate mai come quest'anno tra le mura domestiche. In Italia, oltre ai big come Domori e Majani, sono una trentina i cioccolatieri-narratori del «bean to bar», che autocerticano il percorso a ritroso fino alla piantagione.

Del resto il cioccolato è il prodotto global e local per eccellenza. Il cacao viene da Paesi lontani della fascia dell'Equatore, con i nostri fornitori del Perù, Colombia, Tanzania e Filippine che curano le piantagioni, la raccolta, la fermentazione delle fave e l'essiccazione del prodotto grezzo. A Londra c'è la borsa per le quotazioni del cacao grezzo, che arriva nei porti di Amsterdam e in Belgio principalmente, ma anche a Genova.

 

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