La salute della nostra provincia? Sta meglio del resto dell’Italia

Al Museo Diocesano di Brescia si è svolta la presentazione della tredicesima edizione della nostra ricerca
Antonio Borrelli

Antonio Borrelli

Giornalista

Qualità della vita, la serata di presentazione al Diocesano
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Qualità della vita, la serata di presentazione al Diocesano

Lo sguardo è rivolto alle nuove generazioni, quella che al museo Diocesano era rappresentata dalla piccola Diana - vera special guest della serata di presentazione della 13esima edizione della Qualità della vita. È la storia della neonata e dei suoi giovani genitori Silvia e Filippo (che potete leggere nella pagina seguente) ad aprire la «prima» pubblica della ricerca curata da Elio Montanari che fotografa lo stato di salute del Bresciano.

E quello che emerge dal rapporto 2026 è una provincia che nel complesso sta bene (meglio del resto d’Italia), secondo i 7 parametri presi in esame (popolazione, servizi, ambiente, economia, tempo libero, tenore di vita e sicurezza), ma nella quale crescono le disuguaglianze.

Eccellenze e fragilità

«Circa 270mila contribuenti bresciani, ovvero tre su dieci, dichiarano meno di 15mila euro complessivi - spiega Elio Montanari - e restano importanti fragilità sui servizi per disabili e anziani e criticità sul lavoro per giovani e donne». Non è un caso che ogni anno 3mila bresciani, in prevalenza giovani, partono per l’estero. Secondo l’analisi, la demografia appare comunque la madre degli altri indicatori: dove il bilancio annuale sulla popolazione appare migliore anche i restanti indicatori risultano positivi.

Le classifiche

A svettare nella classifica generale del 2026 è Palazzolo sull’Oglio, primo anche nella graduatoria dei comuni sopra i 15mila abitanti.

«Abbiamo vinto con la costanza - dice entusiasta il sindaco Gianmarco Cossandi -. Andiamo fieri di questo risultato, frutto di un lavoro lungo e di investimenti nei servizi, nella socialità e nel tempo libero. Oggi stiamo continuando a lavorare sugli spazi pubblici». Tra i comuni più piccoli, sotto i mille abitanti, svetta invece Braone. «Per noi conta molto la persona, poter dare un servizio al cittadino e un futuro, abbiamo investito molto nelle scuole», dice il vicesindaco Gianandrea Bonfadini.

Numero di abitanti

Si rimane in Valcamonica anche per la classifica dei comuni tra i 1.000 e i 2.000 abitanti, con Sonico che si riscatta dopo la difficile stagione estiva appena affrontata. «Abbiamo un comune molto esteso e complesso, soprattutto dal punto di vista ambientale, ma cerchiamo di affrontare e risolvere i problemi quotidianamente e al meglio»; dice il sindaco Gian Battista Pasquini. Al primo posto tra i comuni tra i 2.000 e i 4.000 abitanti c’è invece Berlingo.

«Siamo una comunità coesa - spiega il sindaco Fausto Conforti - e la coesione sociale è molto importante sul tema della sicurezza, perché conta non solo la repressione ma soprattutto la prevenzione».

Valli e Franciacorta

Si resta ad alta quota, perché tra i comuni tra 4.000 e 8.000 abitanti vince Breno, che eccelle soprattutto (ma non solo) sul tempo libero. «Sul nostro territorio abbiamo tante associazioni di volontariato che riescono a rispondere alle esigenze del territorio», motiva il primo cittadino Alessandro Panteghini. Per i comuni tra gli 8.000 e i 15.000 abitanti si va invece in Franciacorta, col trionfo di Rodengo Saiano. «Negli ultimi anni abbiamo raggiunto ottimi risultati anche in questo rapporto - dice il vicesindaco Francesco Andreoli -, siamo felici di essere confermati. Stiamo investendo tanto sia nei servizi che nella cura del territorio».

Lo strumento

Non solo prodotto editoriale, ma anche strumento al servizio di amministratori e stakeholder. Questo è il dna della ricerca Qualità della Vita, che resta in continua evoluzione. «È un prodotto vivo e un carisma da rinnovare - conferma il direttore del Giornale di Brescia Giorgio Bardaglio -: ecco perché da gennaio cercheremo di dargli ancora più continuità: ogni settimana usciremo con una nuova classifica per interpretare i dati ancora più in profondità e per essere più vicini agli amministratori. Torneremo anche sui territori».

Fondamentale, per continuare a monitorare come cambia il territorio bresciano negli anni, è il sostegno di Bper, Cisl Brescia, Ance e Cbbo. «È una ricerca straordinaria, che stimola la curiosità delle persone e tira per la giacca le istituzioni, ma è uno strumento al servizio degli stakeholders per capire quali sono peculiarità dei territori che non sono tutti uguali» - ha commentato Maurizio Veggio, direttore regionale Lombardia Est Triveneto di Bper Banca. «Questo rapporto soddisfa la missione del nostro quotidiano, che viene riconosciuto essere il giornale di bresciani - commenta in conclusione il vicepresidente di Editoriale Bresciana Italo Folonari -. Si tratta di una ricerca scientifica molto profonda che è un unicum a livello nazionale ma è anche un prodotto leggero per i nostri lettori».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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