Furti in casa, denunce in calo: siamo tornati ai dati pre pandemia

Dopo il picco al ribasso nel 2020 per il Covid, c’è stata una crescita continua: che si ferma nel 2025
Elio Montanari
Un ladro appostato fuori da una finestra
Un ladro appostato fuori da una finestra

Diminuiscono le denunce di furti nelle case dei bresciani nel 2025. Sono, infatti, 4.187 quelle registrate per questo reato nel corso del 2025 a fronte delle 4.683 del 2024 e delle 4.482 dell’anno precedente. Una riduzione significativa, quindi, nell’ultimo anno con -496 furti denunciati, pari al -10,6%. Un dato positivo che, tuttavia, segnala una criticità, poiché i drammi che i bresciani hanno subito per la violazione della propria intimità rimangono troppi, avvicinando il livello pre-pandemia, considerando che, nel 2019, le denunce per furti in abitazione in provincia di Brescia furono 4.099. In altri termini, per i furti in abitazione si torna al livello del 2019.

Il confronto

Va detto, per correttezza di informazione, che questo reato, dopo il picco toccato nel 2016, con 5.764 denunce in provincia di Brescia, negli ultimi anni ha segnato una certa riduzione, in parallelo con la generale riduzione della delittuosità registrata nel nostro territorio, come nel resto del Paese.

Nel 2025 il numero delle denunce rimane ampiamente al di sotto di questo tetto, ma, dalle 2.417 denunce del 2020, l’anno centrale della pandemia, il trend, è costantemente in aumento fino al 2024. Infatti, nel 2021, erano già salite a 3.162 e l’anno successivo furono 3.679, per poi crescere sensibilmente nel 2023, arrivando a 4.482, a ancora nel 2024 con 4.683 denunce.

Tradotto, come si usa, in un indice di delittuosità, ossia quanti furti in abitazione per ogni 1.000 residenti, significa che nel 2025, nella media provinciale, siamo a quota 3,3 denunce per ogni 1000 residenti, a fronte delle dei 3,7 dell’anno precedente, dei 3,6 del 2023, dei 2,9 del 2022, dei 2,5 del 2021, delle 1,9 del 2020. Ma anche – giova sempre considerarlo – dei 3,3 furti in abitazione per ogni 1.000 abitanti del 2019 e di valori decisamente più elevati negli anni precedenti.

Tanti, troppi e, purtroppo, ancora insufficientemente contrastati dall’azione di prevenzione e repressione. Nel panorama provinciale siamo in presenza di un quadro assai composito nel quale i furti in abitazione sembrano essere concentrati nei comuni maggiori, con un dato che vede quasi la metà del totale delle denunce concentrato in una ventina di comuni. Per altro verso, nel 2025, in 26 comuni, perlopiù di piccole dimensioni, collocati in aree montane, non si registra alcuna denuncia di furto in abitazione, mentre un solo reato di questa fattispecie si segnala in una dozzina di centri, anch’essi parte della montagna interna.

Le zone

Considerando il numero delle denunce registrate per furti in abitazione il primato negativo spetta, prevedibilmente, a Brescia con 655 furti in abitazione, che precede Desenzano del Garda (165), Lonato del Garda (95), Concesio, (77), Gussago e Gavardo (74), Bagnolo Mella (72), Montichiari (69) e, con oltre 50 denunce, nell’ordine: Rovato (59), Padenghe sul Garda, Ospitaletto, Rezzato, Carpenedolo, Palazzolo sull’Oglio e Toscolano Maderno, entrambi con 51 denunce per furti in abitazione.

Resta poi, anche nel 2025, il forte divario territoriale nella dislocazione di questo reato che viola l’intimità della casa e, per i più fortunati, delle seconde case.  Infatti, se l’indice medio di diffusione dei furti in abitazione, per la provincia di Brescia, è pari a 3,3 denunce per ogni 1.000 abitanti, nella geografia del territorio si incontra una declinazione quanto mai articolata, con una decina di comuni che doppiano questo indice, con una rilevante presenza di comuni rivieraschi. A Soiano del Lago, ad esempio, le denunce per furto in abitazione sono 13,8 per ogni 1.000 abitanti, con valori elevati anche a Padenghe sul Garda (11,8), Moniga del Garda (8,9), Polpenazze del Garda (8,8), San Felice del Benaco (8,7), Gardone Riviera (7,0) Anfo (6,8) e Toscolano Maderno, con 6,7 denunce per ogni 1000 residenti.

Zero furti

Altro discorso, ovviamente, per i 26 comuni nei quali l’indice di delittuosità per questo reato è pari a zero, tutti piccoli e quasi tutti nelle valli bresciane e, complessivamente, per l’ottantina di comuni, dove l’indice resta sotto la soglia delle 2 denunce di furto in abitazione per ogni 1.000 abitanti. Una buona notizia, se consideriamo che i comuni in cui - stando alle statistiche - era possibile lasciare aperta la porta di casa, erano 21 nel 2019, saliti a 26 nel 2025. Indice di un territorio che, in ogni sua rappresentazione, ci ricorda l’estrema eterogeneità delle condizioni di vita e della qualità della vita dei suoi abitanti.

Scassinatore all'opera
Scassinatore all'opera

L’andamento

La riduzione del numero delle denunce di furto in abitazione nell’ultimo anno, -496 reati pari al -10,6% interessa, in misura diversa, i comuni bresciani, un aspetto prevedibile date le fluttuazioni che conosce normalmente, questo reato, dovute anche a fattori occasionali, come la presenza di gruppi organizzati di topi d’appartamento. Sono, infatti ben 96 i centri in cui, nel 2025, si registra almeno una denuncia in meno rispetto all’anno precedente, e 80 quelli nei quali il numero delle denunce aumenta, mentre in 29 centri non ci sono variazioni nel numero dei reati denunciati.

L’analisi dei dati, nel confronto tra le due ultime annualità, evidenzia una certa concentrazione della riduzione dei delitti per questo reato, se consideriamo che, nei 20 comuni in queste diminuiscono si registra un decremento complessivo che supera il totale provinciale.

Dove diminuiscono di più

Tra i centri nei quali si riducono le denunce per furto in abitazione, la contrazione è più netta a Mazzano (-69 denunce), che precede Brescia (- 42), Rezzato (- 40), Bedizzole (-35), Montichiari (- 32), Castel Mella (-30), con valori decrescenti ma sempre sopra le -20 denunce a Sirmione (-26), Trenzano, Castenedolo, Calcinato, Poncarale, con Serle e Travagliato entrambi con 20 denunce di furto in abitazione in meno, tra il 2025 e il 2024.

Dove aumentano

Tra questi centri, nei quali le denunce per furto in abitazione, invece, aumentano nel 2025 rispetto all’anno precedente: Darfo Boario Terme (+18 denunce) ma anche con un incremento di 17 reati, Roncadelle, Sarezzo e Toscolano Maderno, che precedono: Concesio (+15), Lumezzane, Nuvolera e Padenghe sul Garda (+14), Montirone e Provaglio d’Iseo (+13), Chiari, Marcheno e San Zeno Naviglio (+12) e Gussago, che vede aumentare di 11 le denunce di furto in abitazione, nel confronto tra le due annualità.

In ogni caso la riduzione nel 2025 di quasi 500 furti, pari al -10,6% nel totale provinciale rispetto al 2024, con una maggioranza di centri con un saldo negativo, rappresenta un dato positivo, che premia l’azione di contrasto nel territorio.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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