Referendum giustizia, Cavaliere: «Camere penali pronte al dialogo»

Delusione e determinazione. Andrea Cavaliere, avvocato penalista bresciano e componente della Giunta delle Camere penali, cerca di azzerare la prima, facendosi forza sulla seconda. «Si è avverata una previsione: il referendum sulla riforma si è trasformato purtroppo in un voto politico. Dico purtroppo perché ritengo che fosse una riforma corretta nel merito. Perché senza attaccare la Costituzione avrebbe consentito semmai la sua piena attuazione, attraverso la realizzazione dell’articolo 111 che prevede la terzietà del giudice. Questo era per noi il tema centrale del quesito». Questo è il tema centrale dell’impegno futuro.
«Se si apriranno tavoli di discussione noi ci saremo, anche perché è evidente che in Italia ci sia un problema giustizia e che la giustizia vada riformata. Il no non consente di dire che sia tutto a posto. Anche perché comunque una buona fetta degli italiani, poco meno della metà, un segnale lo ha dato e chiede un cambiamento. Unione delle camere penali - prosegue l’avvocato Cavaliere - ci sarà. È pronta a sedersi ai tavoli che inevitabilmente si apriranno per un confronto, anche con Anm, per trovare soluzioni condivise».
Al centro dell’azione di Ucpi oltre alla separazione delle carriere torneranno altre priorità. Battaglie nelle quali i penalisti sono impegnati da anni. «A partire da quelle sulle pessime condizione carceraria. Andrà ripreso il discorso dei suicidi in carcere - conclude - e più in generale della tutela dei detenuti».
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