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Referendum giustizia 2026: lo spoglio in diretta

Lo spoglio è iniziato. Il primo dato è il record dell’affluenza registrato nella prima giornata di voto. Qui trovate tutti gli aggiornamenti locali e nazionali

Le operazioni di spoglio in un seggio bresciano - Foto Marco Ortogni/Neg © www.giornaledibrescia.it
Le operazioni di spoglio in un seggio bresciano - Foto Marco Ortogni/Neg © www.giornaledibrescia.it
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Si sono chiuse alle 15 le urne per il voto sul referendum sulla giustizia 2026 e, contestualmente, sono iniziate le operazioni di spoglio.

Il primo dato a cui prestare attenzione è quello relativo all’affluenza, da record nella prima giornata, quella di ieri. A livello nazionale è stato superato il 46%, il valore più alto registrato in un referendum su due giorni. Ancora meglio i dati lombardi e bresciani: in Regione i votanti sono stati il 51,69% sul totale, in provincia di Brescia il 52,22%.

Ora che è iniziato lo spoglio, c’è attesa per l’esito del voto: qui trovate tutti gli aggiornamenti nazionali e locali, che potete monitorare, Comune per Comune, anche sul nostro portale.

⬤ Evento Live
  • Il No vince in 14 regioni

    Il No, secondo le stime Youtrend, vince in 14 regioni. Le 3 regioni in cui trionfa sicuramente il Sì sono Friuli Venezia Giulia, Lombardia e Veneto. In Abruzzo, Trentino-Alto Adige, Umbria e Valle d'Aosta l'esito è invece incerto al momento.

  • Il coordinatore provinciale FdI, Zarneri: «Segnale politico

    Il Coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, Diego Zarneri, commenta l’esito del referendum sulla giustizia 2026, che ha visto prevalere il No.

    Zarneri rivendica il ruolo di Fratelli d’Italia: «Siamo stati dalla parte dei cittadini fin dall’inizio, sostenendo con coerenza la necessità di una giustizia più giusta, più rapida e realmente imparziale. Il risultato non cambia la direzione della nostra battaglia politica, che resta chiara e determinata». «Il voto di oggi non può essere interpretato come una difesa dell’attuale sistema. Troppi italiani continuano a percepire una giustizia lenta, inefficiente e distante: è un dato che la politica non può ignorare». «Resta forte l’esigenza di una riforma che non sia di parte ma nell’interesse dell’intera Nazione: non contro la magistratura, ma per restituirle prestigio e fiducia, superando logiche corporative e garantendo un equilibrio reale tra i poteri dello Stato».

    Zarneri sottolinea però con forza il dato territoriale: “In Lombardia ha prevalso nettamente il Sì, a conferma di una sensibilità diffusa verso il tema delle riforme e della modernizzazione della giustizia. Un segnale ancora più significativo arriva dalla provincia di Brescia, dove il risultato è inequivocabile ed è stato persino superiore alla media regionale». «Si tratta di un’indicazione politica chiara: nei territori produttivi e dinamici del Paese c’è una domanda forte di efficienza, certezza del diritto e funzionamento reale dello Stato». «È evidente – dichiara Zarneri – che su un tema così delicato abbia pesato una campagna confusa e strumentale portata avanti da chi ha preferito difendere lo status quo piuttosto che confrontarsi nel merito delle riforme».

    Secondo Zarneri, il voto rappresenta comunque un segnale politico: «Il bisogno di cambiamento resta, e i risultati di Lombardia e Brescia lo dimostrano in modo molto chiaro. I cittadini chiedono interventi concreti e coraggiosi per rendere la giustizia più efficiente e credibile». 

  • Landini (Cgil): «La maggioranza chiede un cambiamento

    Il segretario generale della Cgil Landini: «Emerge un dato: la maggioranza di questo paese chiede un cambiamento delle politiche economiche e sociali»

  • In Lombardia

    Quando siamo a metà delle operazioni di scrutinio (4677 sezioni su 9258) il Sì è al 53,60%, il No al 46,40%.

  • Renzi: «Risultato è messaggio per Meloni

    «Mi pare che la partita sia sostanzialmente chiusa: il no, molto a sorpresa, ha vinto il referendum. Al di là di come la pensassero i sostenitori dell'una e dell'altra parte, oggi si consuma un fatto politico enorme: quando il popolo parla il palazzo deve ascoltare, questo è un messaggio importante per Meloni, che per anni ci ha raccontato di essere benedetta e baciata dal consenso popolare". Lo sottolinea il leader di Italia Viva Matteo Renzi a Radio Leopolda.

    «Il governo ha preso una riforma di legge esautorando il parlamento, che è sempre stato favorevole alla separazione delle carriere ma contrario a questo tipo di metodo di riforma - continua Renzi, - Avevamo chiesto di cambiarla e ci è stato detto di no: oggi il messaggio è che non c'è cambio di accise per 15 giorni che tenga, c'è solo una sconfitta sonora del governo ancor prima che delle ragioni del sì. Non suggerisco a Meloni cosa deve fare: so cosa si prova a perdere un referendum, ma in quel caso avevo aperto agli emendamenti sia di maggioranza che di opposizione. Per prendere atto di una sconfitta referendaria ci vuole coraggio: Meloni non può uscire il giorno dopo fischiettando come se non fosse una legge su cui aveva spinto tanto".

  • Nel Bresciano avanti il Sì

    In provincia di Brescia le sezione scrutinate sono 442 su 1.172: 59,48% delle preferenze sono per il  Sì.

    A Brescia città, invece, con 60 sezioni scrutinate su 203, il «No» è avanti grazie al 53,18% dei voti.

  • Conte (M5s): «Ce l'abbiamo fatta

     

    «Ce l'abbiamo fatta! Viva la Costituzione!». Così su X il presidente del M5S Giuseppe Conte.

     

  • Ha vinto il No

    «Vittoria del No al referendum costituzionale della giustizia": lo scrive su X Youtrend, evidenziando che «con 20.932 sezioni su 61.533 il vantaggio è ormai incolmabile».

     

  • I primi dati da Brescia città

    Nel Comune di Brescia dopo 31 sezioni scrutinate su 203 il «No» è avanti con il 53,61% delle preferenze.

  • Siamo a un terzo delle sezioni scrutinate: il No al 54%

    Con 20.667 sezioni scrutinate su 61.533, il No è avanti con il 54,45% dei voti. Il Sì si ferma al 45,55%.

  • Le prime proiezioni: No avanti

    La prima proiezione, elaborata da Opinio per la Rai, con copertura del campione al 12% vede per il referendum sulla riforma della giustizia il No avanti con il 53,1% dei voti mentre il Sì è indicato al 46,9%.

  • Nelle grandi città avanti il No

    Il secondo intention poll di Tecnè realizzato per lo speciale di Quarta Repubblica in onda su Rete4 e con una copertura del campione del 75% attesta il Sì tra il 46 e il 50% ed il No tra il 50-54%.

    A Genova e a Torino il No, con poche sezioni scrutinate, è oltre il 60%.

  • Nel Bresciano affluenza al 64,75%

    Il dato definito nei 205 Comuni della nostra provincia dice ha votato il 64,75% degli aventi diritto. Qui il portale con tutti i dati.

    A Brescia città l'affluenza è stata del 67,35%. I tre Comuni con il dato più alto sono Collebeato (75,25%), Longhena (73,61%), Irma (73,11%), i tre col dato più basso sono Capovalle (54,26%), Pertica Alta (55,56%) e Odolo (55,99%).

     

  • L'affluenza nazionale intorno al 58%

    A livello nazionale, quando sono disponibili 56.865 sezioni su 61.533, è del 58,85% l'affluenza per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia.

    Nel Bresciano il dato è superiore: quando mancano i risultati di una manciata di paesi, siamo al 64%.

  • I primi exit poll

    Il No è in vantaggio nel referendum sulla giustizia per l'exit poll del Consorzio Opinio per la Rai diffuso alla chiusura dei seggi. L'istituto attribuisce ai contrari alla riforma Nordio tra il 49 e il 53% e al Sì tra il 47 e il 51%. Analogo il risultato dell'instant poll di Youtrend per Sky Tg24, un sondaggio che indica il No al 49,5-53,5% e il Sì al 46,5-50,5%. 

  • Le voci dai seggi

    I seggi bresciani confermano il trend nazionale di una partecipazione tiepida. Tra le voci raccolte ai seggi del capoluogo e della provincia, emerge un mix di disorientamento e scetticismo verso la complessità dei quesiti. Se una parte degli elettori ha scelto di disertare le urne, chi ha votato sottolinea l’urgenza di una riforma, pur lamentando una campagna informativa insufficiente. Il reportage di Nuri Fatolahzadeh.

  • Il record di votanti, domenica

    Il primo dei due giorni di voto ha registrato un’affluenza notevole, da record. Alle 23 di domenica il dato nazionale si è attestato al 46%, con picchi in Emilia-Romagna e un’adesione più contenuta in Sicilia. Nel Bresciano e in Lombardia la partecipazione è stata sostenuta, superando la media di molte altre regioni: in Regione i votanti sono stati il 51,69% sul totale, in provincia di Brescia il 52,22%, mentre in città la percentuale ha raggiunto il 55,54%.

    Qui l'articolo completo.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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