C’è chi pensa (e sostiene, purché rigorosamente in incognito) che sia «più facile non farlo che farlo». E detta così – oltre a sembrare la scoperta dell’acqua calda – è un principio che vale per tutto. Stavolta però il contesto fa la differenza. Eccolo: Palazzo Loggia, sipario di metà mandato, consultazioni in corso, assetto generale da «io speriamo che me la cavo», qualche crisi di nervi fisiologica non del tutto alle spalle (un paio di esempi per concretezza: la telenovela sul cambio del sistema di raccolta differenziata, il giallo sugli abbonamenti gratuiti al trasporto pubblico per gli under 16 o 18, ancora non è chiaro).
L’ipotesi rimpasto
All’orizzonte c’è nient’altro che quello che la sindaca Laura Castelletti aveva annunciato in modo schietto sul finire dell’anno scorso: la verifica plenaria in vista della corsa finale verso il round elettorale del 2028. Il che implica anche la possibilità di assestare la squadra: con un «tagliando» sulle deleghe e/o, soprattutto, con un valutabile rimpasto di Giunta.



