Politica

Giunta lombarda, Fontana: «Ipotesi sostituzione, ma niente rimpasto»

Il governatore parla del caso Mazzali-Massari a Teletutto: «Per ora non ho ricevuto richieste ufficiali»
Marco Tedoldi

Marco Tedoldi

Giornalista

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Fontana: "Nessun rimpasto, solo ipotesi sostituzione"

Nessun rimpasto, semmai qualche sostituzione. E soprattutto una Lombardia che deve guardare avanti, tra Olimpiadi e autonomia. È il messaggio che Attilio Fontana ha affidato a «Punti di vista», la trasmissione di Teletutto condotta da Renato Andreolassi, nella quale il presidente della Regione ha fatto il punto a metà legislatura: «Siamo già nella fase discendente», ha osservato, ricordando che la boa di metà mandato è stata superata ad agosto.

Il tema più caldo resta quello della Giunta. Le voci di un rimpasto, alimentate dalle indiscrezioni su una possibile sostituzione dell’assessora Barbara Mazzali con la bresciana Debora Massari in quota Fratelli d’Italia, hanno scatenato il dibattito politico. Ma Fontana mette i puntini sulle «i»: «Non si tratta di un rimpasto, tecnicamente sarebbe solo una sostituzione interna al partito. Ma al momento non ho ricevuto alcuna richiesta ufficiale».

Autonomia e Olimpiadi

Lo sguardo del governatore è rivolto piuttosto alle due grandi sfide che lo attendono: autonomia e Olimpiadi. Due partite che, parole sue, «vanno avanti parallelamente». Sul fronte dell’autonomia, Fontana ha spiegato che le trattative con il Governo sono in corso su tre materie specifiche: professioni, previdenza complementare e protezione civile, con una parziale apertura anche sulla sanità. «Abbiamo mandato le nostre proposte, sono arrivate le controproposte, e ora invieremo le nostre osservazioni. L’accordo è vicino: a quel punto la palla passerà al Parlamento».

Poi le Olimpiadi Milano-Cortina 2026, altro banco di prova decisivo. «Le scadenze sono ravvicinate e non possiamo permetterci ritardi», ha ribadito Fontana, confermando che le prossime settimane saranno cruciali per mettere in sicurezza i cantieri e rispettare i tempi.

Sanità

La sanità resta il terreno più sensibile. Ieri in aula il Pd ha inscenato una protesta contro le liste d’attesa, mostrando cartelli con la scritta «Vuoi curarti? Con la destra aspetti e speri. O paghi» e lamentando l’«immobilismo» della Giunta: «Vent’anni fa eravamo un’eccellenza, oggi non più», ha attaccato la consigliera Miriam Cominelli. Fontana ribatte: «È un problema nazionale, non lombardo. La carenza di medici deriva da anni di mancata programmazione statale». Per il governatore serve una riforma complessiva della legge sanitaria, «troppo sbilanciata sugli ospedali: va resa più territoriale».

Il cartello tenuto tra le mani da Miriam Cominelli del Pd
Il cartello tenuto tra le mani da Miriam Cominelli del Pd

Carroccio

Il confronto non si ferma alla sanità. Andreolassi lo provoca sulle tensioni interne alla Lega e sulla «vannaccizzazione» del partito. Fontana predica compattezza: «Credo che si debba lavorare tutti insieme e trovare una sintesi. Ma senza dimenticare i valori che hanno spinto tanti leghisti a scendere in politica: quelli devono restare punti fermi».

La chiusura è dedicata a un tema sociale che il presidente definisce «una priorità»: la violenza sulle donne. Fontana ha firmato un accordo con l’Ordine degli avvocati per garantire patrocinio gratuito a chi non può permettersi un legale e per avviare corsi di formazione specialistica. «È un segnale concreto – ha detto – che ribadisce l’impegno della Regione nella prevenzione e nel sostegno alle vittime».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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