Federico, Vittore e Hamza: storie intrecciate nei Consigli di quartiere

Da una parte Federico Rinaldi, del 2007, il più giovane degli eletti nei nuovi Consigli di quartiere, a Crocifissa di Rosa; dall’altra Vittore Vezzoli, che solo all’anagrafe risulta essere più attempato perché nato nel 1941, ma con energia e grinta da vendere, eletto al Villaggio Sereno. Entrambi alla loro prima esperienza nell’organismo di democrazia orizzontale adottato dal Comune dieci anni fa. E come loro per la prima volta nel Cdq sono entrati anche due giovani di origini pakistane: Munahil Yashir e Hamza Asghar eletti in ticket a Porta Cremona-Volta.
Diverse le ragioni che li hanno spinti a mettersi in gioco. «Mi sono preso questo impegno e intendo portarlo a termine. Ciò vuol dire che devo campare per almeno cinque anni», scherza l’83enne, che poi entra subito nel vivo delle questioni: «Al Villaggio da tempo vorrei si risolvesse il problema del mercato del giovedì e dell’inquinamento che portano quei camion. Voglio provare a cambiare le cose dall’interno e ricredermi sulla politica, che non deve essere fatta solo di litigi e di egoismi. Mi piacerebbe - conclude - migliorare la vita della gente».
I giovani

Nonostante la sua giovane età Federico Rinaldi, studente dell’istituto agrario Pastori che sogna un lavoro a contatto con gli animali, afferma di aver «sempre voluto far qualcosa per il quartiere. Ho scritto sul giornalino "Il furbetto del quartiere" poi confluito ne "Il Corriere della parrocchia"». Il diciassettenne ha le idee molto chiare come nuovo membro del Cdq: «Vorrei poter dar vita a più attività per i giovani - aggiunge - coinvolgendoli nella vita attiva sul territorio. Solleciterò poi il Comune su un aspetto molto legato ai miei studi: il verde pubblico che non deve esser lasciato in secondo piano, ma curato. Inoltre a Crocifissa manca un luogo di aggregazione per i giovani, in cui possano trovarsi per stare insieme, oltre all’oratorio».
Uno sguardo diverso e più fresco all’interno del Cdq intendono portarlo anche Hamza e Munahil, di 24 e 22 anni, di origini pakistane ma ben integrati nella comunità del quartiere in cui hanno vissuto fin da bambini.

«Voglio imparare e crescere da ogni punto di vista - esordisce la studentessa al primo anno di Ostetricia -. La mia idea è quella di portare una sfumatura esterna all’interno del Cdq, vorrei fare da punto di mediazione per la comunità di stranieri che non riesce a farsi rappresentare. E non lo faccio solo per il futuro ma anche per il presente». Una comunità che comunque ha contribuito molto all’elezione dei due ragazzi. «Ho visto sempre anziani impegnarsi nei Cdq, pochi invece i giovani; si parla tanto ma nessuno ha fatto nulla e così con Munahil abbiamo deciso di impegnarci in prima persona. Siamo nati e cresciuti qui e abitiamo in tutti e due i mondi, pertanto possiamo far da mediatori. Per questo vorrei poter organizzare piccoli eventi in cui far conoscere - reciprocamente - le nostre culture. Inoltre vorrei si potesse migliorare il campo da calcio che è ormai pieno di buche e senza reti».
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