Politica

Con la crisi politica cade il mito della stabilità della Germania

Il cancelliere Scholz ha silurato i liberali e andrà al voto di fiducia con un governo di minoranza
Gherardo Ugolini

Gherardo Ugolini

Editorialista

Olaf Scholz - © www.giornaledibrescia.it
Olaf Scholz - © www.giornaledibrescia.it

«Die Ampel ist erloschen», ovvero «Il semaforo si è spento». La battuta, che si ripete in queste ore nei titoli di giornali e notiziari, rende bene l’idea. Dopo solo tre anni la coalizione tra socialdemocratici, verdi e liberali è ufficialmente morta, e pare del tutto impossibile che la si possa in qualche modo rianimare.

La parola fine l’ha messa il cancelliere Olaf Scholz che ha licenziato il ministro delle Finanze, il liberale Christian Lindner sostituendolo con Jörg Kukies, suo consigliere economico e collega di partito. Quella di licenziare un proprio ministro è una prerogativa prevista dall’ordinamento tedesco e di cui il cancelliere in carica può avvalersi quando viene meno il rapporto di fiducia. E nel caso specifico non si può negare che la fiducia di Scholz verso Lindner (e viceversa) fosse da tempo logorata.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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