Il Marocco vede Brescia attraverso la lente del Piano Mattei

Costruire ponti, creare partenariati e consolidare relazioni. Facendo del Marocco una porta di ingresso dell’Italia verso l’Africa. È questa la prospettiva da cui è stato preso in esame il Piano Mattei e su cui si è concentrato ieri l’incontro in città con l’ambasciatore del Marocco in Italia, Youssef Balla, e l’onorevole Giangiacomo Calovini (FdI), che del Piano è stato relatore alla Camera durante la conversione in legge, nel gennaio 2024.
Paese strategico
Il Marocco, si sa, è sempre più al centro dell’interesse delle piccole e medie imprese italiane. La sua posizione geografica, insieme alla disponibilità di risorse energetiche, lo rendono un luogo strategico per l’Italia e il resto d’Europa che guarda al Mediterraneo del Sud e al Maghreb. La sua crescita economica, inoltre, lo configura come un bacino prezioso e un ponte tra i due Continenti. Motivo per cui, proprio grazie al Piano Mattei, si stanno costruendo un partenariato paritario e una cooperazione economica che mirano a promuovere lo sviluppo sostenibile di entrambi i Paesi.

Brescia in questo quadro è protagonista e può giocare un ruolo fondamentale: «La nostra provincia è capitale dell’eccellenza nel settore manifatturiero, commerciale e siderurgico – ha ricordato Calovini –. La presenza di figure diplomatiche così rilevanti sul nostro territorio è un’occasione preziosa per illustrare il ruolo di primo piano che ha la nostra città». Attualmente in Marocco il Piano si sta traducendo in un programma di formazione nel settore delle energie rinnovabili che coinvolge 48 persone tra operatori e funzionari pubblici. L’obiettivo è formare professionisti in uno Stato che, come ha sottolineato l’ambasciatore, si colloca al settimo posto nel mondo per performance energetica.
Stabilità politica
Il Piano Mattei però non si esaurisce nella dimensione economica e formativa. Si tratta prima di tutto di un progetto politico. «La presenza dell’ambasciatore sul territorio, a contatto con le realtà locali e le associazioni di categoria, serve proprio a ribadire questa impostazione: una collaborazione strutturata con diversi Paesi africani, tra cui il Marocco, con cui purtroppo in passato l’Italia non ha sviluppato rapporti di questo livello».
Sulla linea politica si è espresso anche Balla, spiegando come il Maghreb goda anche di una buona stabilità politica garantita dalla sua forma di governo: «La monarchia guidata dal re Mohammed VI svolge un ruolo centrale in questo senso. Ma si tratta di un equilibrio istituzionale lontano che affonda le proprie radici nella storia».
I vantaggi per l’Italia sono quindi evidenti. Tuttavia, anche il Marocco guarda con interesse all’esperienza italiana. «Stiamo imparando molto dal settore del turismo e dalla gestione del patrimonio storico che c’è qui – ha ammesso il rappresentante marocchino –. È una collaborazione che valorizza entrambi». Un rapporto di reciproco beneficio come dimostra anche il gradimento per Brescia che l’ambasciatore ha definito «una città molto conosciuta in Marocco, dove per di più si mangia anche molto bene».
Prospettive industriali
Le prospettive industriali e di scambi economici tra i due Paesi e la nostra provincia in particolare sono state al centro anche dell’incontro che lo stesso Balla e il console generale a Milano, Mohammed Lakhal, hanno avuto con i vertici di Confindustria Brescia (su tutti la vicepresidente con delega all’esternalizzazione, Maria Chiara Franceschetti), e di quella Lombarda, presente il numero uno Giuseppe Pasini.
Nell’occasione è stato ricordato come secondo i dati elaborati dal Centro Studi di Confindustria Brescia su base Istat (al 2024), Brescia esporta 95 milioni di euro verso il Marocco (quinto posto nazionale tra le province), su un totale italiano di 2,7 miliardi di euro; a livello di prodotti prevalgono macchinari e attrezzature (30 milioni), seguiti da motoveicoli, rimorchi e semirimorchi (19 milioni).
In generale, dal 2015 al 2024, il valore complessivo dei beni manufatti esportati verso il Marocco è più che raddoppiato dagli iniziali 43 milioni. Le importazioni a livello provinciale si fermano invece a 19 milioni; tra i prodotti più acquisti i beni alimentari, pari a 15 milioni.
Confapi
Anche a Confapi Brescia una delegazione di imprenditori bresciani, insieme ai massimi rappresentanti diplomatici del Regno del Marocco in Italia, si è confrontata sul tema. Il centro del dibattito sono state le tematiche connesse allo sviluppo economico e al rafforzamento delle relazioni commerciali tra Brescia e Marocco.

«L’incontro conferma la profondità e la maturità del rapporto tra i due Stati: un partenariato strategico fondato su una lunga storia di dialogo, su forti legami economici e su un capitale umano che unisce le due sponde del Mediterraneo – ha commentato Williams Salvini, vicepresidente tesoriere di Confapi Brescia –. Brescia, con il suo tessuto industriale e la sua vocazione internazionale, è parte attiva di questo percorso: un ponte naturale tra il sistema Italia e un Paese che non è solo un mercato, ma un vero compagno di strada nello sviluppo industriale e infrastrutturale».
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