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Fulmini, è stato un 2025 sottotono in Europa

Sono caduti un milione e duecentoventiseimila fulmini: pochi, se pensiamo che si tratta del dato più basso dell’intera serie storica di Meteorage
Un fulmine
Un fulmine
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Pericolosi, affascinanti, frequenti e temibili. Sono solo alcuni fra gli aggettivi che si addicono ai fulmini, oggetto del monitoraggio della rete Meteorage. Prima di analizzare i dati relativi allo scorso anno, è bene precisare che sono stati presi in considerazione solo i fulmini nube-terra, ovvero quelli che hanno raggiunto il suolo: i fulmini nube-nube, i cui effetti si esauriscono all’interno dei cumulonembi, non rientrano nel conteggio.

Fatta questa premessa, ecco i numeri: nel 2025, in Europa, sono caduti un milione e duecentoventiseimila fulmini. Pochi, se pensiamo che si tratta del dato più basso dell’intera serie storica di Meteorage. L’Italia, con un totale annuo di 385.577 fulmini, ha conquistato il secondo posto nella classifica delle nazioni europee con il maggior numero di nube-terra, alle spalle della Spagna: non a caso si tratta di due Paesi dell’area Mediterranea, storicamente caratterizzata da forti contrasti atmosferici.

Interessante anche il focus sulle province italiane: il Bresciano, con 8.848 fulmini, si è collocato al quarto posto, dietro alle province di Grosseto, Perugia e Roma.

Alti e bassi, non c’è una tendenza chiara

Il 2024, con quasi due milioni di fulmini in Europa, era stato un anno molto ricco di temporali, ma la drastica riduzione avvenuta nel 2025 non rappresenta in alcun modo lo specchio di una tendenza consolidata. Si tratta di alti e bassi frutto di una variabilità che non può essere incasellata: dal punto di vista termico gli ultimi decenni hanno segnato una costante (e preoccupante) curva verso l’alto, mentre per quanto riguarda le precipitazioni, di tipo temporalesco o meno, il quadro è nebuloso e non permette di trarre conclusioni.

I fattori in gioco sono diversi: da un lato l’aumento delle temperature fornisce all’atmosfera un surplus di energia, che rende più probabili i fenomeni di forte intensità, dall’altro la maggior invadenza degli anticicloni subtropicali gioca a favore di prolungati periodi stabili.

Falsi miti e appelli alla prudenza

L’estate, stagione temporalesca per eccellenza, è ancora lontana, ma i risultati del monitoraggio di Meteorage offrono l’occasione per approfondire alcuni concetti. I fulmini nascono all’interno dei cumulonembi, imponenti nubi a sviluppo verticale, attraversate da forti correnti ascensionali: lo sfregamento delle particelle di acqua e ghiaccio presenti nel cuore di questi enormi ammassi nuvolosi fa in modo che si creino cariche elettrostatiche diverse, positive nella parte alta della nube e negative nella parte bassa.

La differenza di potenziale, in molti casi, provoca una scarica elettrica in grado di raggiungere il suolo. Più volte il meteorologo Filippo Thiery ha invitato ad avere “un sano terrore dei fulmini” e non ha perso l’occasione per sfatare alcune false credenze: innanzitutto, il metallo non attira i fulmini. A rendere un oggetto un possibile bersaglio non è il materiale, ma la forma appuntita e la sporgenza rispetto al suolo. Evitare di indossare bracciali o orologi di metallo non serve, tuttavia è importante tenersi alla larga da strutture metalliche di grandi dimensioni, dato che il metallo non attira, ma conduce l'elettricità.

Gli smartphone non rappresentano un rischio, così come le bici elettriche. Per chiudere, una raccomandazione sempre valida di Thiery: «Quando si tratta di temporali, le previsioni vanno incrociate con l’osservazione costante del cielo, perché sono il fenomeno meteorologico più impredicibile che ci sia dal punto di vista deterministico».

Il meteoquiz

Ora scopriamo la soluzione dell’ultimo meteoquiz: il pileus è una suggestiva nube accessoria, che talvolta può fare la sua comparsa sulla sommità dei cumulonembi. Restando in tema, ecco il nuovo quesito a sfondo meteorologico.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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