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In Adamello lungo il Sentiero Italia: 3 escursioni da Fabrezza al Tonolini

Un percorso ad anello per percorrere un tratto di quell’itinerario lungo 7mila chilometri che attraversa il territorio italiano
Ruggero Bontempi
Il rifugio Prudenzini
Il rifugio Prudenzini

Sul contesto territoriale italiano c’è un sentiero lungo oltre 7.000 chilometri. Questo lunghissimo percorso si chiama Sentiero Italia, e deve la sua progettazione e segnalazione sul terreno all’impegno di numerose sezioni del Club Alpino Italiano. La sua percorrenza si svolge attraverso tutte le regioni con tratti anche sulle isole, tocca 16 siti Unesco e molte aree naturali protette, dall’estremità meridionale della Sicilia fino alle montagne della catena alpina nel nord Italia. Tra i numerosi motivi d’interesse oltre a quelli ambientali e naturalistici compaiono richiami a elementi culturali e storici, che non tralasciano il territorio della Lombardia e anche quello della provincia di Brescia.

I due tratti lombardi paralleli del Sentiero Italia nella nostra provincia si incontrano nella Valle di Viso al Rifugio Bozzi nella conca del Montozzo: qui arriva da nord il tratto che transita dal Passo Gavia, e da sud quello che giunge dal passo del Vivione e da Temù.

Prendendo spunto da questo itinerario di rilevanza nazionale proponiamo tre escursioni che attraversano il gruppo dell’Adamello, parzialmente coinvolte anche dalla percorrenza della sua Alta Via, sentiero numero 601 ex Numero Uno. Il riferimento bibliografico è rappresentato dal «Volume 10» della collana «Sentiero Italia Cai, Lombardia: da Como alla Conca del Montozzo» edito dal Club Alpino Italiano, al quale si accompagna anche una cartografia dedicata realizzata su materiale impermeabile e antistrappo.

Dalla Malga Fabrezza fino al Rifugio Prudenzini

Punto di partenza: Val Saviore, località Fabrezza

Punto di arrivo: Rifugio Prudenzini

Quota massima raggiunta: 2235 metri

Dislivello: circa 800 metri

Difficoltà: E (Escursionistico)

Tempo di percorrenza: 2h 30’

Dalla Malga Fabrezza per larga traccia segnalata si percorrono inizialmente alcuni tornanti. Si lascia sulla destra il sentiero per il Lago di Bos e si avanza fino alle malghe Macesso di Sotto e di Sopra. Raggiunto l’invaso artificiale del lago Salarno si fiancheggia il perimetro sulla sua sinistra, quindi si avanza oltre il lago Dosazzo fino al Rifugio Prudenzini.

A scavalco tra i rifugi Prudenzini e Tonolini

Punto di partenza: rifugio Prudenzini

Punto di arrivo: rifugio Tonolini

Quota massima raggiunta: 2818 metri

Dislivello: oltre 850 metri

Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)

Tempo di percorrenza: 6h 30’

Dal Rifugio Prudenzini si seguono le indicazioni per il rifugio Gnutti che portano all’inizio della faticosa salita tra grossi e talvolta instabili massi che conduce fino al passo Miller, da affrontare con attenzione anche nella ricerca dei segnavia. La ripida discesa che segue tra massi e poi pendii erbosi conduce al lago Miller sul quale si affaccia il rifugio Gnutti. Il percorso continua in debole pendenza in traverso in direzione del Passo del gatto, e da qui risale verso il lago Baitone e l’omonimo rifugio. Con ulteriori tre quarti d’ora di cammino si arriva al rifugio Tonolini.

Dal rifugio Tonolini alla Malga Fabrezza

Punto di partenza: rifugio Tonolini

Punto di arrivo: Malga Fabrezza

Quota massima raggiunta: 2450 metri

Dislivello: oltre 1150 metri

Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)

Tempo di percorrenza: 7h

Fuori dal rifugio Tonolini ci si dirige in direzione nord per breve tratto fino ad un bivio, e da qui a sinistra verso la riva occidentale del lago artificiale, dove un sentiero in debole pendenza riporta verso il rifugio Baitone. Al bivio che segue presso il muro si asseconda a destra l’indicazione del sentiero per la Malga Premassone sul quale si avvia la discesa.

Il lago Baitone
Il lago Baitone

Raggiunto il fondovalle si imbocca sul versante opposto il sentiero numero 623, che dopo un tratto agevole affronta le ripide «Scale del Miller».

Da queste si imbocca a destra il sentiero 686 per la Malga Casentia. Segue una faticosa salita per portarsi a scavalcare il versante a occidente dei Corni di Cevo, e poi all’incrocio con il sentiero 694 si scende per portarsi a valle del lago di Macesso, e si rientra a Fabrezza sullo stesso percorso della prima tappa.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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