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Riapre la via Terzulli sull’Adamello: tracciato ritoccato, nuovi ancoraggi

Il Comune di Sonico revoca il divieto sul sentiero Cai 623: l'itinerario alpinistico verso la vetta è stato riqualificato con ancoraggi in acciaio inox, disgaggi e due varianti che eliminano i passaggi critici
Giuliana Mossoni
L’itinerario, rinato grazie all'intesa tra Sonico, Cai e Comunità Montana © www.giornaledibrescia.it
L’itinerario, rinato grazie all'intesa tra Sonico, Cai e Comunità Montana © www.giornaledibrescia.it

È nuovamente percorribile la via attrezzata Terzulli, l’itinerario alpinistico che lungo il sentiero Cai 623 rappresenta uno degli accessi più diretti alla vetta dell’Adamello.

Con un’ordinanza del 20 luglio, il Comune di Sonico ha revocato il precedente divieto di transito disposto il 12 giugno, dopo la conclusione dei lavori e la certificazione tecnica del percorso.

Cosa è stato fatto

L’intervento ha interessato integralmente le attrezzature fisse della via, dedicata al capitano degli alpini Guido Terzulli, socio del Cai Brescia caduto durante la Seconda guerra mondiale.

L’itinerario era stato attrezzato per la prima volta nel 1980 con particolari chiodi passacorda; negli anni successivi erano state aggiunte catene per agevolare la progressione verso il Passo dell’Adamello.

Il cantiere ha previsto la rimozione completa dei vecchi dispositivi e la posa di nuovi ancoraggi in acciaio inox, fissati nella roccia con resina epossidica. La linea di sicurezza è stata realizzata con catena zincata e sistemi di collegamento adeguati all’ambiente d’alta quota.

Le operazioni hanno compreso anche il disgaggio dei massi instabili, la rimozione dei detriti, il rifacimento della segnaletica bianca e rossa e la cancellazione delle indicazioni vecchie e fuorvianti.

All’inizio e alla fine del tratto attrezzato sono stati collocati due pannelli con informazioni tecniche e norme di comportamento.

Novità

Riaperta la via Terzulli
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Riaperta la via Terzulli

Sono state inoltre introdotte due brevi modifiche al tracciato: la prima, di circa dieci metri, dopo la rampa diagonale iniziale e la seconda, lunga una sessantina di metri nella parte superiore, permette di raggiungere direttamente il ghiacciaio evitando una salita seguita da una successiva discesa.

Gestione

La relazione conclusiva, realizzata dalla guida alpina brenese Enrico Domenighini, giudica i lavori eseguiti a regola d’arte, raccomandando verifiche annuali per mantenere efficienti i dispositivi installati. La gestione futura è regolata da un’intesa tra Comune di Sonico, Comunità montana, Cai Cedegolo e gestore del rifugio Serafino Gnutti Fabio Madeo, che definisce le rispettive competenze in tema di manutenzione e controllo.

Un ruolo centrale è stato del Cai Cedegolo, presieduto da Caterina Facchini, che ha stipulato la copertura assicurativa sulla Terzulli, onere non indifferente dal punto di vista della responsabilità.

La riapertura restituisce agli alpinisti un collegamento storico in Adamello, ma il rinnovo delle attrezzature non elimina le difficoltà di un itinerario severo, esposto ai rapidi mutamenti meteo e alle condizioni dell’alta montagna.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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