Outdoor

Come far innamorare i bambini della montagna, in 5 libri

Consigli di lettura per accompagnare i più piccoli alla scoperta del rapporto con la natura e delle escursioni
Ruggero Bontempi
Un bambino in montagna
Un bambino in montagna

Accompagnare nella crescita i figli è un percorso umano affascinante, impegnativo, carico di sfide e di soddisfazioni che ogni genitore si trova a svolgere. Tra le diverse strade che i bambini percorrono nel corso della loro crescita devono trovare spazio anche quella del rapporto con la natura e con l’esperienza della lettura.

Forniamo alcuni suggerimenti di libri a tema di natura e montagna per trascorrere momenti di condivisione e di scoperta tra genitori e figli. Magari sotto l’ombra di un albero.

«Rimanere sul sentiero»

La copertina di Rimanere sul sentiero
La copertina di Rimanere sul sentiero

Di Elisabetta Tosoni e Elisabetta Mitrovic

(Edizioni Topipittori)

Un libro dedicato ai piccoli esploratori che ha per sottotitolo «Note naturalistiche per escursionisti felici». Elisabetta Tosoni è una zoologa studiosa di orsi, lupi e camosci. Elisabetta Mitrovic è un’illustratrice naturalistica. In loro compagnia si impara ad affrontare un’escursione, quale vestiario utilizzare e quali attrezzature mettere nello zaino, assieme a taccuino e binocolo per le osservazioni. Si parte a caccia delle tracce lasciate da orsi, lupi, ungulati, roditori e uccelli.

«Biofilia»

La copertina di Biofilia
La copertina di Biofilia

Di Kathy Eliot

(Storiedichi Edizioni)

Un libro perfetto da iniziare in ogni stagione. Cathy Eliot, autrice e illustratrice di libri per l'infanzia, propone 14 parole che fanno riscoprire la biofilia, il termine usato dal celebre biologo americano Edward Osborne Wilson per definire l'amore innato egli esseri umani per la natura e per tutte le forme di vita. Ogni parola è accompagnata da un’illustrazione acquerello-pastello che dettaglia sensazioni che da qualche parte abbiamo, da fare (ri)vivere in noi e nei nostri figli, per riprendere il contatto con gli ambienti naturali. Shinrin-yoku significa «bagno nel bosco», Waldeinsamkeit «stare da soli in un bosco», Ammil spiega i «cristalli di ghiaccio che fanno brillare tutte le cose», Meriggiare «riposarsi all'ombra quando il sole è troppo caldo».

«La mia montagna»

La copertina di La mia montagna
La copertina di La mia montagna

Di François Aubineau

(Illustrazioni di Jérôme Peyrat, traduzione di Cecilia Andreoli, Mimebù)

Un albo illustrato che esplora il conflitto tra un lupo e un pastore, entrambi legati alla montagna e appartenenti a due mondi solo in apparenza diversi. Le parole essenziali e le immagini evocative propongono un racconto poetico e potente, capace di stimolare empatia, dialogo e rispetto per l’altro. Un’opera raffinata e accessibile nella quale, capovolgendo il libro, si scoprono due punti di vista, imparando condivisione e l'empatia.

«La montagna spiegata ai bambini»

La copertina di La montagna spiegata ai bambini
La copertina di La montagna spiegata ai bambini

Di Simona Bursi e Denis Perilli

(Idea Montagna Edizioni)

Il volume dal contenuto didattico accessibile propone un percorso in dieci capitoli diversi, tutti attenti a mantenere il richiamo di fondo ai giovani lettori sulle necessità di rispettare la montagna: Cosa sono e come si sono formate le montagne; Le montagne d’Italia e del mondo; La montagna e l’acqua; Gli ecosistemi e le piante di montagna; Gli animali di montagna; L’uomo e la montagna; Le stagioni: la montagna e i suoi tempi; Un pizzico di fantasia: miti e leggende; Come preparare un’escursione; Come rispettare e proteggere la montagna.

«Il pendio bianco, storia sociale dello sci»

La copertina di Il pendio bianco
La copertina di Il pendio bianco

Di Manuel Riz

(Diabolo Edizioni)

Finalista nella sezione dei libri per ragazzi al recente Premio ITAS di Trento, questa graphic novel si presenta come un volume accattivante e curato che racconta la storia dello sci mediante anche curiosità e aneddoti, che si allargano fino a comprendere il plurisecolare rapporto tra l’uomo e la montagna.

Lo sci, ancora prima di diventare una delle discipline più seguite alle Olimpiadi invernali, si configura come contenuto di tecnologia nato nella preistoria, oggetto culturale evoluto nel corso del tempo che ha trovato, nei diversi contesti sociali in cui si è sviluppato, molteplici funzioni e utilizzi, e ancora è un mezzo di spostamento per i popoli del nord Europa, uno strumento utile all’esplorazione e allo svago, un fattore decisivo per il turismo invernale nelle regioni alpine.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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