Opinioni

Nel regno di Wimbledon vige la democrazia della coda

Si chiama The Queue ed è il sistema organizzato per chi vuole godersi i match sull’erba londinese senza dover sborsare migliaia di sterline
Gianluca Barca

Gianluca Barca

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Persone accampate a Wimbledon - © www.giornaledibrescia.it
Persone accampate a Wimbledon - © www.giornaledibrescia.it

 A Wimbledon, per vedere la semifinale Sinner-Djokovic sul Centre Court (in programma venerdì non prima delle 18), i prezzi dei biglietti (pochissimi) che sono rimasti disponibili variano da 3.700 sterline in su. Per le partite dei turni precedenti, contro il tedesco Struff e il giapponese Mochizuki, il costo dei preziosi tagliandi era di poco inferiore.

A chi non può permettersi due mesi di uno stipendio medio per respirare l’aria del All England Lawn Tennis and Croquet Club, il circolo tennistico più famoso del mondo offre però un’alternativa: The Queue, la coda più glamour del panorama sportivo internazionale. Come funziona? Si prende «the tube», la metropolitana, fino alla stazione di Wimbledon e ci si presenta agli steward i quali rilasciano il tagliando con il numero e assegnano il posto per piazzare la propria tenda nel campeggio più pazzo del mondo.

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Pillole da Wimbledon: «Sinner, con Djokovic la semifinale peggiore»

Nel quale c’è chi abbozza colpi di tennis, pregustando le partite dell’indomani, chi ascolta musica e chi, come gli italiani, tantissimi, inganna l’attesa giocando a pallone. Una volta, in Italia, il calcio era lo sport nazionale; adesso serve a far passare il tempo per vedere i campioni della racchetta. Ah: non si può montare la tenda e poi andare a casa. Le tende infatti vengono monitorate, se non c’è nessuno saranno rimosse e smontate.

C’è chi affronta la notte con piglio sportivo, ma c’è anche chi al mattino, al momento di essere chiamato ai cancelli, non vuole fare brutta figura. E si porta perfino uno stiratore verticale, per presentarsi impeccabile in tribuna. Le signore si truccano davanti a toelette nient’affatto improvvisate: specchi illuminati da lampadine led alimentate a batteria. Cappellini e ombrellini per ripararsi dal sole. Una volta a Wimbledon pioveva... All’entrata, finalmente, le offerte per i coraggiosi sono molteplici: con 33 sterline si gironzola fra i campi minori, e si accede alla «collina» dove si può bivaccare sull’erba, o quel che resta di essa dopo migliaia e migliaia di calpestii, per guardare i match sul grande schermo mentre si gustano fragole e panna: £2,80 per uno dei simboli del torneo.

Se invece si è disposti a tirare fuori £100 si può accedere anche al campo numero 2, dove con un po’ di fortuna potrebbe essere in corso una partita di un certo valore. Centre Court e Court 1, se non sei nei primi 1.000, richiedono invece un’ulteriore applicazione: scannerizzando un Qr code ci si mette in un’altra lista di attesa. Per la quale sull’Iphone parte il count down: davanti a voi avete 750 persone. Intanto però sul Campo 2 gioca la Muchova, l’attesa potrebbe essere ben più noiosa.

A metà pomeriggio il telefonino avverte: entro 10’ dovete presentarvi all’ingresso del Court 1, l’ingresso costa 10 sterline. Ma i nostri appassionati, mentre guardano Auger-Aliassime e Davidovich continuano a sognare il Centre Court, le cui porte si aprono alle 20.21. Qualcuno sta cominciando a lasciare lo stadio perché, tra qualche ora, in televisione, c’è Messico-Inghilterra, ci vuole tempo per arrivare a casa. Sul campo centrale Sinner affronta Mochizuki: l’altoatesino ha vinto il primo set, male che vada se ne vedono altri due. Ci vogliono altre 15 sterline per accedere al Sancta Santorum, dove finalmente, 28 ore dopo essersi messi in coda, si può veder giocare il numero uno del mondo, magari seduti non troppo distanti dalla principessa del Galles Kate Middleton o da una vecchia icona della musica come Cliff Richard.

Il tetto chiuso regala l’emozione di un rumore particolare quando i giocatori colpiscono con forza la pallina. Sinner vince in tre set, alle 23 si chiude. Spesa totale 130 sterline, più una per il deposito dove lasciare la tenda durante la giornata e, of course, le fragole. Tutto sommato, un affare.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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