Opinioni

Trump-Lula: prove di disgelo tra affari, tensioni ed elezioni

A inizio mese la prima visita del presidente brasiliano al suo omologo nordamericano dopo la rielezione alla Casa Bianca
Fabio Gentile

Fabio Gentile

Editorialista

Il presidente brasiliano Lula - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Il presidente brasiliano Lula - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Trump e Lula hanno avuto all’inizio di questo mese un lungo incontro. Si tratta della prima visita del presidente brasiliano al suo omologo nordamericano dopo la rielezione alla Casa Bianca.

La discussione tra i due presidenti si è svolta in un clima di piena distensione, come ha riportato larga parte della stampa internazionale. Infatti, un elegante tappeto rosso in stile Hollywood attendeva Lula all’ingresso della Casa Bianca.

I principali temi dell’incontro sono stati i giacimenti brasiliani di minerali «critici» (risorse essenziali nei settori strategici della difesa e della transizione energetica), il tema dei dazi statunitensi sui prodotti brasiliani, la questione molto delicata della guerra al narcotraffico internazionale e alcune proposte di cambiamenti in seno al consiglio di sicurezza dell’Onu, la quale andrebbe ripensata, a suo parere, in linea con il nuovo ordine globale sempre più multilaterale.

L’obiettivo, poi ribadito dai due in sede di bilancio dell’incontro, era di riprendere un dialogo costruttivo, in «chiara sintonia», tra i due «Giganti», alle prese con problemi economici, dopo mesi di tensioni provocate dalle continue intromissioni dell’amministrazione Trump nelle vicende politiche brasiliane, oltre che dall’«operazione Maduro» in Venezuela. Da un lato, Trump, insolitamente più rilassato e sorridente del solito, si è detto soddisfatto della riunione con Lula, definito un «politico molto dinamico». Dall’altro lato, Lula ha rilasciato alcune dichiarazioni importanti in vista di incontri futuri sulle relazioni tra gli Usa e il Sud America.

In primo luogo, il multilateralismo come proposta per ripensare un mondo che da decenni non è più quello disegnato dopo la Seconda Guerra mondiale. Inoltre, la questione dell’ingerenza nordamericana in Sud America. A tal proposito, Lula sostiene che il Brasile non ha problemi a dialogare e trattare con tutti, a condizione che siano rispettati i principi della sovranità nazionale e degli interessi nazionali.

Sul tema delle guerre in Medio Oriente, del conflitto russo-ucraino, e del Venezuela, Lula ammette di non nutrire molte speranze in un cambiamento dell’amministrazione Trump, almeno sul breve periodo.

Un nodo cruciale dell’incontro è stato il narcotraffico internazionale. Lula ha sostenuto di non aver toccato con Trump la questione di classificare le fazioni del narcotraffico brasiliano come gruppi terroristici internazionali, come era avvenuto nel caso di Maduro e delle sue presunte relazioni con i principali cartelli del narcotraffico venezuelano.

Su tale questione Lula è consapevole di giocarsi una grande fetta di credibilità in occasione delle prossime elezioni presidenziali (ottobre 2026), dove è favorito ma non di molto. Si prevede una competizione accesa con la destra rappresentata dal figlio di Jair Bolsonaro, Flavio, appoggiato anche dall’Amministrazione Trump. Occorre perciò assolutamente contrastare la strategia della destra di creare una simmetria tra Maduro appoggiato da gruppi terroristi del narcotraffico venezuelano, e Lula da quelli brasiliani.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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