Del Pero: «In Venezuela violato il diritto internazionale. Ora occhi su Cuba»

Il professore di Storia internazionale e Storia degli Stati Uniti a SciencesPo-Parigi: «Il resto del mondo prende nota: se hai la forza militare puoi ottenere gli obiettivi che più ti interessano»
Personale militare all'esterno del Palazzo presidenziale di Miraflores a Caracas - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Personale militare all'esterno del Palazzo presidenziale di Miraflores a Caracas - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
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Mario Del Pero, professore di Storia internazionale e Storia degli Stati Uniti a SciencesPo-Parigi già a settembre parlava di una guerra statunitense nei Caraibi. L’attacco degli Usa in Venezuela ha confermato la previsione. Il presidente Nicolas Maduro «è stato catturato insieme alla moglie e portato fuori dal Paese» ha annunciato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump con un post sul social Truth. 

Professore, perché questo attacco è arrivato proprio adesso?

Credo che un'escalation fosse programmata. È stata esercitata la massima pressione possibile sul Venezuela, funzionale al cambiamento di regime e a indurre Maduro a dimettersi o a fare in modo che gli apparati dello Stato e le forze militari lo facessero cadere. C'è stata un'intensificazione degli affondamenti di imbarcazioni, poi è stato annunciato che la Cia era operativa in Venezuela. Ecco, dentro quell'escalation il passaggio ulteriore era fare un'azione militare di questo tipo. Quindi credo che stia tutto dentro questa logica, il cui obiettivo fin dal primo momento era quello di far cadere il regime di Maduro.

Secondo lei cosa potrebbe succedere adesso, sia a Maduro che nel Paese? C’è stato un appello alla guerriglia, il Venezuela si difenderà?

Se è vero che Maduro è stato catturato verrà processato perché è accusato di narcotraffico e di essere a capo di un'organizzazione criminale, l'intenzione dell'Amministrazione statunitense è questa: incriminarlo e processarlo negli Stati Uniti. Ma parliamo di scenari futuri sui quali adesso è difficile fare previsioni. Per quanto riguarda il Venezuela, se questa operazione è andata in porto è facile pensare che ci sia stata una collaborazione con pezzi delle istituzioni venezuelane: apparati di sicurezza, servizi di intelligence o forze armate. Probabilmente visto che Maduro era prossimo a cadere hanno ben pensato di riposizionarsi e di collaborare con gli Stati Uniti. Ci sarà una transizione fatta di accordi con gli Usa che garantiscano interessi statunitensi forti, in primis sulle risorse petrolifere venezuelane. Adesso bisogna capire se gruppi legati a Maduro avranno la forza, la capacità e la volontà di contestare questa transizione, di contestarla anche con forme violente, con la guerriglia e con azioni militari. C’è da capire come si posizioneranno le forze armate, che credo un ruolo in tutto ciò lo stiano avendo.

  • Il Venezuela dopo l'attacco aereo degli Stati Uniti
    Il Venezuela dopo l'attacco aereo degli Stati Uniti - Foto Epa © www.giornaledibrescia.it
  • Il Venezuela dopo l'attacco aereo degli Stati Uniti
    Il Venezuela dopo l'attacco aereo degli Stati Uniti - Foto Epa © www.giornaledibrescia.it
  • Il Venezuela dopo l'attacco aereo degli Stati Uniti
    Il Venezuela dopo l'attacco aereo degli Stati Uniti - Foto Epa © www.giornaledibrescia.it
  • Il Venezuela dopo l'attacco aereo degli Stati Uniti
    Il Venezuela dopo l'attacco aereo degli Stati Uniti - Foto Epa © www.giornaledibrescia.it

Lei ha parlato di politica neoimperiale in riferimento alle azioni di Trump in Venezuela.

Sì, lo confermo. Ma d'altronde nell’ultima National Security Strategy si stabilisce che ci dovrà essere un corollario Trump alla dottrina Monroe e si riesuma il corollario Roosevelt del 1904 che dice esattamente questo: gli Stati Uniti hanno il diritto, il dovere, la possibilità e l'obbligo di intervenire militarmente, di ingerire militarmente nella vita della politica di altri Paesi dell'America Latina per tutelare i propri interessi o per condizionare la vita politica di questi Paesi in modo funzionale ai propri interessi. 

Il resto del mondo come vede questo attacco in Venezuela?

Io credo che il resto del mondo prenda nota. Prende nota che se hai la potenza, la forza militare e la forza bruta puoi violare il diritto internazionale per raggiungere gli obiettivi che punti ad ottenere. Quindi io se fossi a Pechino direi “beh insomma, questo sostanzialmente ci autorizza a fare quello che vogliamo su Taiwan”. Dentro degli schemi neoimperiali si riconosce anche l'esistenza di altri imperi che possano utilizzare le stesse modalità d'azione.

Cuba potrebbe essere il prossimo obiettivo di Trump?

Sì, credo di sì. Se poi la transizione in Venezuela dovesse essere più o meno indolore, relativamente pacifica e Trump dovesse ottenere da questa operazione tutte le finalità che si è prefissato si sentirebbe legittimato a spostare la massima pressione su Cuba.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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