Opinioni

Le truffe romantiche: amori online come trappola

Viviamo in un’epoca in cui la diffusione di notizie false e raggiri sul web è sempre più frequente, esponendoci quotidianamente al rischio
Il 70% delle vittime delle «truffe amorose» sono adolescenti e giovani adulti
Il 70% delle vittime delle «truffe amorose» sono adolescenti e giovani adulti
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Viviamo un tempo in cui le fake abbondano e quasi quotidianamente in rete corriamo il rischio di essere oggetto di imbrogli o raggiri.

Oltre all’ormai famoso phishing che è una truffa informatica in crescita per estorcere denaro o informazioni private con cui essere ricattati, sono in aumento anche le truffe amorose, o romantiche ai danni di adulti e giovani. Si tratta di azioni seduttive che fanno credere alle vittime designate di aver trovato una relazione affettiva importante, quando si tratta di un vero e proprio raggiro sentimentale volto a estorcere danaro o prestazioni sessuali per poi ricattare. Secondo alcune ricerche pare che il 70% delle vittime siano adolescenti e giovani adulti, facile esca di bulli spavaldi e senza ritegno.

La dinamica è quasi sempre la stessa. Si basa sulla capacità di rintracciare in rete una vittima insicura, debole e bisognosa di affetto e attenzione, alla quale far passare l’idea di costruire un rapporto affettivo e di fiducia. Gli adolescenti, del resto, sono oggi molto propensi a conoscere nuovi amici sui social sottovalutando il pericolo delle false identità, e in grado di vivere questa pratica come una sorta di «gioco» divertente nella convinzione, errata, di saper sempre identificare chi è inaffidabile. Viceversa le relazioni sconosciute in Internet possono essere facilmente «trappole» pericolose o con un’elevata dose di rischio dato dallo sviluppo di tecnologie sempre più sofisticate.

L’utilizzo comune e frequente della comunicazione virtuale aumenta la disinibizione della vita che conduciamo tutti online e accresce la facilità con cui mettiamo a disposizione la nostra vita personale e l’intimità.

Il fatto che si stabiliscano relazioni virtuali e ci si frequenti in rete con continuità è particolarmente significativo perché lo scambio regolare crea una maggiore confidenza e fa crescere l’idealizzazione dello sconosciuto. Per la vittima potenziale, inoltre, il rapporto in chat è una specie di rifugio che accoglie, il «luogo» dove poter riparare quando ci si sente soli, il posto in cui la vulnerabilità scompare perché troviamo chi ci ama, ci capisce e protegge.

Questa è però la condizione ideale per la «truffa amorosa». Da un punto di vista psicologico ciò accade quando le barriere della diffidenza sono cadute e i segnali di allarme non funzionano più come sistema di protezione.

È il momento in cui il truffatore sa che ha conquistato un elevato livello di fiducia nella sua vittima e può avanzare richieste, solitamente di tipo economico, anche strane o paradossali. Ma sa anche che la trappola tesa dell’imbroglio «sentimentale» funzionerà perché la vittima rendendosi conto della truffa, non sarà in grado di rifiutarsi soprattutto per vergogna e senso di colpa ma anche perché traumatizzata da una complessa manipolazione psicologica. Servirebbe molto invece in questi frangenti che le vittime, adolescenti e adulti, potessero davvero contare a livello preventivo su precoci progetti educativi mirati al riconoscimento e alla gestione delle emozioni.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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