Tregua del gelo, il nuovo goffo tentativo di pace di Trump

L’ennesimo capitolo dei goffi tentativi statunitensi di mediare una pace tra Russia e Ucraina riguarda la devastante campagna russa contro le infrastrutture energetiche ucraine. Fin dall’inizio del conflitto Mosca ha mantenuto la capacità di colpire l’Ucraina con attacchi a lungo raggio.
Inizialmente gli obiettivi erano basi militari e industrie belliche; successivamente trasporti e infrastrutture energetiche. Pur non essendo sistematicamente indiscriminati, come i bombardamenti israeliani su Gaza, questi attacchi hanno causato migliaia di vittime civili e colpito anche aree residenziali.
Gli effetti sono stati drammatici. A settembre 2024 l’Ucraina aveva perso l’80% della capacità termica; a maggio 2025 circa il 90% della produzione di energia termica risultava distrutta. I bombardamenti hanno colpito non solo le centrali (il 50% degli impianti idroelettrici danneggiato e il 40% distrutto), ma anche riserve di gas, siti estrattivi e reti di trasmissione.
Si tratta di una campagna mirata a compromettere la sopravvivenza della popolazione civile durante i rigidi inverni dell’Europa centro-orientale, con temperature fino a –20°. La capacità russa di colpire in profondità con droni e missili di vario tipo ha reso questa strategia efficace: tra fine 2025 e inizio 2026 circa 600.000 civili hanno lasciato Kyiv, pari al 20% della popolazione della capitale.
Questo dramma si inserisce all’interno della diplomazia statunitense, se così la si può chiamare. Dal suo ritorno alla Casa Bianca un anno fa, Donald Trump ha favorito apertamente Putin rispetto a Zelensky. All’autocrate russo ha srotolato il tappeto rosso, al Presidente ucraino ha riservato una sequela di insulti in mondovisione nello Studio Ovale.
A ogni tornata negoziale Putin, veterano delle relazioni internazionali, ha ottenuto ciò che voleva – e Trump nulla. Il copione è sempre lo stesso Putin fa aperture di facciata direttamente a Trump, desideroso di apparire come uomo forte e «deal-maker» capace di chiudere a tu-per-tu con gli autocrati del mondo «deals» favorevoli agli USA.
Thank you for your support! https://t.co/kw3Xen734K
— Volodymyr Zelenskyy / Володимир Зеленський (@ZelenskyyUa) January 30, 2026
Trump quindi, per sua indole più predisposto a trattare con leader autoritari che democratici, abbocca. Il risultato è che Putin dimostra al mondo di essere tutt’altro che isolato e che, nei fatti, gli USA favoriscono più la Russia che l’Ucraina. Trump invece non ottiene alcun risultato concreto.
Si arriva così alla proposta di tregua temporanea sugli attacchi alle infrastrutture energetiche, avanzata da Trump tra fine gennaio e inizio febbraio 2026. Ecco il copione in atto: Trump chiede direttamente a Putin una settimana di tregua.
Putin afferma di accettare – ma fa sapere che la tregua sarà di 24 ore. Una concessione puramente simbolica, priva di qualsiasi valore, ma che permette alla Russia di continuare a fingere di tenere in grande considerazioni le iniziative di Trump.
Così non è mai stato, perché gli obiettivi della Russia non sono cambiati dal febbraio 2022 – e Putin non fa che ribadirlo apertamente. Trump vorrebbe far credere che sia lo status del Donbass a bloccare i negoziati. Il presidente statunitense sembra davvero convinto che, costringendo l’Ucraina a cedere alla Russia le porzioni ancora sotto il suo controllo nelle regioni orientali, la guerra possa concludersi.
Il Cremlino continua invece a ripetere che si tratta di una guerra esistenziale, destinata a chiudersi solo con lo smembramento parziale dell’Ucraina e il suo assoggettamento politico complessivo alla volontà russa. Putin non vuole soltanto il Donbas. Vuole tutta l’Ucraina – non interamente occupata o annessa, ma trasformata in un docile paese satellite.
Conta sul fatto che i finanziamenti europei a Kyiv si esauriscano prima della carne da cannone che il Cremlino continua a gettare nel tritacarne ucraino. E scommette su un Trump strutturalmente più incline a considerare le richieste russe che quelle ucraine ed europee. Finora, i fatti gli hanno dato ampiamente ragione.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
@News in 5 minuti
A sera il riassunto della giornata: i fatti principali, le novità per restare aggiornati.
