Opinioni

Terzo mandato, la Corte Costituzionale pone fine ai «regni» regionali

La Consulta ha negato la possibilità a De Luca di ricandidarsi in Campania: un atto di civiltà giuridica e di rispetto della Costituzione
Luca Tentoni

Luca Tentoni

Editorialista

Vincenzo De Luca - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Vincenzo De Luca - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Contrariamente a quanto affermato dal presidente della Campania, è vero che la legge - dopo la sentenza della Consulta sul «terzo mandato» - è uguale per tutti.

Infatti, la Corte costituzionale ha smontato il trucco introdotto con la legge regionale campana, che faceva applicare la legge 165 del 2004 sul massimo di due mandati per i «governatori» dal momento dell’entrata in vigore della normativa locale (in modo da dare a De Luca la possibilità di candidarsi per un terzo mandato). Il colpo ai «regni regionali» (De Luca avrebbe potuto, con un terzo mandato, arrivare a quindici anni alla guida della regione, mentre in Veneto Zaia sarebbe giunto addirittura a venti) è un atto di civiltà giuridica e di rispetto della Costituzione: sia perché aggira le furberie regionali, sia perché anche per i comuni si può governare «solo» per due volte di seguito.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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