Sinergia tra servizi e produzione: ecco il trend economico vincente

I sistemi economici vivono mediando peculiarità legate ai mercati, alle condizioni politiche, sociali ed economiche con «regole auree» che finiscono con l’influenzarne lo sviluppo. Nel medio-lungo periodo i cosiddetti «trend» mostrano come queste mediazioni finiscano con il cambiare mercati e società delineandone nuove caratteristiche, sia per quanto riguarda le modalità attraverso le quali le economie si muovono, sia descrivendo le tipologie di pilastri che le reggono.
Con attenzione ai Paesi che per primi si sono lanciati nei processi di industrializzazione, già nel XX secolo si è raggiunta la maturità industriale, ossia si è fermata la crescita relativa della manifattura mentre hanno iniziato a conquistare campo i servizi (inizialmente il commercio, poi quelli che possiamo definire servizi alle persone - sanità, istruzione etc -, poi il turismo e, verso la fine del secolo i servizi legati all’espansione del mondo dei sistemi informativi).
Lentamente il processo si è presentato in altri contesti (Cina, india e Brasile anche se rallentato dalla fase di delocalizzazione delle produzioni introdotta dai paesi in via di deindustrializzazione). Come detto, si parla di un processo ormai consolidato che è stato anche aiutato proprio dall’accelerazione degli effetti positivi generati dai servizi, in termini di produttività ed efficienza della produzione e delle attività di commercializzazione. Se apriamo lo sguardo a periodi storici ancora precedenti si potrebbe ripensare alla riduzione dell’incidenza dell’agricoltura nei paesi in fase di industrializzazione con la contemporanea affermazione di attività agricole «meccanizzate». Se consolidiamo queste riflessioni parlando di Pil oggi si calcola che i servizi in Europa incidano tra il 70 e 75%, l’agricoltura poco meno del 2% lasciando il resto all’industria.
Il nostro Paese è in linea con questi dati anche se con alcune differenze (ecco qui le peculiarità) perché, ad esempio nell’industria rimangono forti la meccanica, il design, l’agroalimentare o il mondo del lusso, mentre siamo deficitari per quanto riguarda il mondo dei servizi digitali e ancora ben strutturati per quanto concerne i servizi alle persone, il turismo e l’area dei servizi finanziari. La riflessione intorno a questi trend deve, sempre, riconoscere l’interconnessione generata tra produzione e servizi in quanto tutti i processi di innovazione che portano a migliorare le capacità produttive, la qualità, la circolazione delle merci, quella delle persone e delle idee si alimentano proprio attraverso gli effetti della crescita del ruolo dei servizi determinandone anche il valore relativo. Quanto detto vale, naturalmente, anche per la provincia di Brescia sia per quanto riguarda l’affermarsi dei trend, sia per quanto concerne la presenza di peculiarità proprie dell’ambito territoriale.
Una certa «resistenza» in termini percentuali (e quindi differenza percentuale dell’incidenza dell’industria sul Pil di territorio – occupazione etc -) dell’ambito manifatturiero è, in parte, conseguenza proprio di queste peculiarità che vedono eccellenze produttive in campo metallurgico, meccanico, nella rubinetteria/valvolame, nell’automotive, nell’agroalimentare e nel campo chimico e medicale che premiano le imprese bresciane in ambito nazionale e internazionale.
Ancora una volta, però, il quadro che ne deriva finisce con il rendere più chiara l’importanza di una visione sistemica tra industria e servizi poiché risulta innegabile come la capacità di «stare nel mercato con successo» delle imprese bresciane nasce dalla possibilità di investire in efficienza e in qualità potendo usufruire di servizi (finanza, logistica, ricerca etc) che, lavorando a fianco e per l’innovazione delle imprese ne assicurano il percorso di sviluppo. Sostanzialmente, l’essere riusciti negli ultimi anni a rendere più efficace il rapporto tra industria e servizi ha contribuito a far si che l’industria nel bresciano reggesse meglio di altre zone del Paese diversificando, migliorando l’offerta e ampliandone la presenza a livello internazionale.
Molte imprese industriali hanno, a loro volta, imparato ad affiancare alle attività produttive servizi a valore aggiunto che ne potenziano e velocizzano la crescita (dagli investimenti interni in ambito di Information technology – ancora poco sul fronte della digitalizzazione – alle innovazioni in campo supply chain ) il che ha, dato ulteriore opportunità di crescita «in loco» del mondo dei servizi. Poiché il trend per il futuro appare consolidare questi percorsi (si parla di un ruolo dei servizi superiore all’82% del Pil in UE) sarebbe importante che le esperienze di integrazione «sistemica» tra industria e servizi si rafforzassero ulteriormente cercando di dare ancora più forza ad una struttura economica locale caratterizzata da qualità, efficienza e innovazione, tutti vettori fondamentali per il futuro della provincia.
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