Siamo in un Comune del Nord Italia. C’è una via a senso unico su cui si affacciano signorili palazzine il cui pianoterra è occupato da negozi. I parcheggi non sono molti e non c’è area di carico e scarico. Fermiamoci nella prima metà della via fra due negozi, uno di fronte all’altro, e tre posti auto. Arriva un furgone per la consegna a domicilio della spesa. Le spese da consegnare sono due, nello stesso condominio, destinatarie due attempate signore. I posti auto sono occupati.
Il ragazzo che guida lascia il furgone accostato, con le quattro frecce e spazio sufficiente a lasciar fluire il traffico. Consegna la prima spesa, quindi prende la seconda e rientra nel condominio. Intanto, uno dei posti auto si libera e arriva un signore, non giovane, con l’intento di accedere al parcheggio privato di casa propria, in parte ostruito dal furgone. L’uomo non trova di meglio che suonare il clacson a distesa. Uno dei negozianti, che sta fumando davanti alla propria vetrina, gli spiega la situazione e gli indica il posto libero dove potrebbe aspettare o sostare (la differenza è di circa 20 metri). L’uomo sente, ma preferisce insistere sul clacson. Avrà le sue ragioni. Certo. Il genere e l’età sono dalla sua... Il caso vuole che passi da lì il primo cittadino, che nota lo schiamazzo. Vuol capire cosa stia accadendo. Può darsi che lo faccia sempre quando passa, non ne ho idea anche se ne ho curiosità.



