Opinioni

Un pezzettino che vale il tutto e il tutti

Aronne nutre una grande passione per i puzzle. Ma come ogni grande desiderio, il rischio è che diventi una presenza asfissiante

Annalisa Strada

Commentatrice

Pezzi di puzzle - © www.giornaledibrescia.it
Pezzi di puzzle - © www.giornaledibrescia.it

Aronne nutre una passione smodata per i puzzle. La coltiva da quando è piccolo e la alimenta tenacemente anche quando un po’ la moda tramonta. Con le passioni può accadere che si resti un po’ incastrati: si sparge la voce e chiunque debba fare un regalo va sul sicuro e sta in argomento. Aronne riceve scatole con fotografie in frammenti per tutte le ricorrenze: compleanni, feste comandate, ricorrenze e scadenze. Negli anni ne raccoglie più di quanti ne possa ricomporre, anche perché ormai è una gara a chi gliene regala con più pezzi. Certi sono rarità destinate a non vedere mai la luce perché per estensione richiederebbero la parete intera di una casa non modesta. Dove non arrivano le dimensioni, arrivano le difficoltà: distese di sfumature di colore che per metterle insieme servirebbe più fortuna che abilità.

Persino dove non si esagera resta che sono oggettivamente tanti. Aronne ha due figli che, siccome sono cresciuti con lui, sono ricompositori giovanissimi ma esperti. Crescendo, decidono che daranno fondo alla collezione del padre insieme alla madre: sarà un’impresa di famiglia. Si scatena la frenesia. Aronne però, a causa del lavoro, è spesso lontano da casa e viene aggiornato dei progressi con le foto in chat. Appena sta a casa per qualche giorno consecutivo, si dedica a un’operazione segreta. Da ciascuna scatola in lavorazione toglie un pezzo che chiude in una busta, sulla quale indica da quale immagine proviene.

In questa maniera, nessun puzzle potrà essere finito senza si lui. Quando la moglie se ne accorge, dissente: sta togliendo ai bambini la possibilità di avere la soddisfazione di compiere la propria opera. Aronne obietta: non sta togliendo niente, sta preservando la possibilità di finire tutti insieme. Ne discutono e i pezzi nascosti restano tali. I puzzle vengono finiti uno dietro l’altro e incollati su riquadri di compensato che si allineano in garage con la promessa che arrederanno le pareti delle future case dei ragazzi (salvo non cambino idea, e chissà come andrà).

Se ne possono trarre, a mio avviso, tre considerazioni. La prima è che le grandi passioni sono sempre a un passo dal rischio di diventare presenze asfissianti, quindi – quando riuscite – provate a distrarre coloro che le nutrono: nella vita c’è spazio un po’ per tutto. La seconda è che i figli sono fortunatamente destinati a superarci, meglio lasciarli fare, e fare parecchio. La terza è che per fare qualcosa insieme bisogna sacrificare un pezzettino che non è detto sia il più importante, ma è quello fondamentale per non perdere la compagnia. Ad ogni modo sia chiaro che Aronne ha abbastanza puzzle da andare avanti anche dopo la pensione, anche perché non hanno smesso di regalargliene.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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