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Se l’Europa boicottasse il Mondiale di calcio negli Stati Uniti

Sul piano politico il Vecchio Continente conta sempre meno, ma nel calcio è un gigante: una Coppa del Mondo senza big sarebbe un fiasco totale
La cerimonia inaugurale dei Mondiali 1994 - © www.giornaledibrescia.it
La cerimonia inaugurale dei Mondiali 1994 - © www.giornaledibrescia.it
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E se l’Europa rispondesse a Trump boicottando il Mondiale di calcio in programma la prossima estate negli Usa? La Coppa del Mondo sarà una grande occasione di propaganda per un uomo che come The Donald ama parlare direttamente all’individuo della strada, a tutti gli individui, di tutti i continenti.

Il presidente della Fifa Gianni Infantino, in occasione del sorteggio dei gironi del Mondiale, lo scorso dicembre, a Washington, gli ha regalato una platea globale, condita addirittura con un premio speciale «per la pace» (sic!). L’Europa è fragile e divisa e Trump la sta aggredendo in vari modi, con le minacce di dazi, con quella di prendersi la Groenlandia e con insulti di vario genere, come quando ha detto che i soldati inviati dalla Nato in Afghanistan se ne stavano sempre nelle retrovie, lontano dal fronte. Feroce il disappunto degli inglesi e, per una volta, anche dell’Italia. Quello che sta accadendo con l’Ice a Minneapolis è un’ulteriore tragica storia.

Replicare non è facile: nessuno di buon senso sarebbe disposto a sfidare l’America sul piano bellico e non è tanto facile nemmeno replicare sul piano commerciale. L’Europa, in questo momento, è un nano politico, ma nel calcio è un gigante. E una Coppa del Mondo senza Germania, Francia, Inghilterra, Spagna, Portogallo e magari, per solidarietà, senza il Brasile di Lula, sarebbe un fiasco totale. Metterebbe in allarme gli sponsor e i grandi network televisivi che investono sulla manifestazione. E il messaggio colpirebbe il pubblico globale in modo assai più fantasioso di qualunque altra strategia politica.

«State lontani dagli Usa» ha scritto ai tifosi su X Sepp Blatter l’ottantanovenne ex colonnello dell’esercito svizzero che ha retto il calcio mondiale dal 1998 al 2015. E il vice presidente della Federazione tedesca, Oke Göttlich, gli ha fatto eco dicendo all’Hamburger Morgenpsot che è arrivato il momento di pensare seriamente al boicottaggio della Coppa del Mondo. La Danimarca che, come l’Italia, a marzo sarà impegnata nei ripescaggi, e del cui regno la Groenlandia fa parte, a proposito di un potenziale boicottaggio si è dichiarata «consapevole di una situazione delicata», mentre il governo francese, al momento, non intende prendere una posizione.

Gianni Infantino, presidente della Fifa - Foto Epa/Andre Borges © www.giornaledibrescia.it
Gianni Infantino, presidente della Fifa - Foto Epa/Andre Borges © www.giornaledibrescia.it

Ci sono stati altri boicottaggi sportivi in passato: quello dei paesi africani alle Olimpiadi di Montreal del 1976, per protesta contro la partecipazione della Nuova Zelanda, la cui nazionale di rugby, gli All Blacks, proprio quell’anno, aveva disobbedito al divieto di affrontare il Sudafrica dell’apartheid. Per ritorsione contro il boicottaggio occidentale (più o meno coeso...) delle Olimpiadi di Mosca, i sovietici, nel 1984, si rifiutarono di partecipare a quelle di Los Angeles, mentre dal 2022, in conseguenza dell’invasione dell’Ucraina, gli atleti russi sono banditi dalle competizioni sportive, salvo partecipare senza bandiera, a livello individuale. Qualcuno troverà il coraggio di dire no alla trasferta in America, la prossima estate? Difficile fare una previsione.

Tuttavia immaginate la scena, che Charlie Chaplin ha meravigliosamente rappresentato nel suo capolavoro cinematografico del 1940, Il Grande Dittatore: un uomo prepotente che gioca da solo con un mappamondo a forma di pallone. Magnifica intuizione. Nessuno pensava che nel 2026 sarebbe tornata attuale.

PS: l’Italia in questo articolo non è stata citata. È dal 2014 che non riesce a qualificarsi per i Mondiali. Qualcuno sicuramente pensa che approfittando del boicottaggio potrebbe finalmente tornare a prendervi parte. E magari vincere. Clacson, bandiere, caroselli, tutti in strada a festeggiare. Italia, Italia!

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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