Comincia l’iter per la formazione della prossima Legge di Bilancio. A tal fine sarà necessario fare i conti, nel vero senso della parola, con la Commissione europea (vale a dire con il governo europeo). Quest’anno il grado di difficoltà sarà ben più elevato a causa dell’entrata in vigore del nuovo Patto di Stabilità e Crescita. A tal proposito, vale la pena ricordare che solo tre europarlamentari italiani votarono a favore del Patto. Per il resto, i partiti della maggioranza di governo, Pd e Cinque Stelle si astennero.
La decisione non piacque al commissario Gentiloni (Pd) il quale, con la sua consueta ironia, dichiarò che il voto aveva «unito la politica italiana». Ovviamente la Commissione europea non colse con giubilo la posizione italiana e sottolineò, anzi, la vulnerabilità del bilancio pubblico italiano.




