Opinioni

La salute di papa Leone XIV e la sua voglia di non fare un passo indietro

Tra l’urgenza dell’intervento chirurgico e gli impegni apostolici, emerge l’immagine di un Pontefice che affronta con trasparenza la propria fragilità, senza rinunciare alla volontà di guidare la Chiesa e proseguire il cammino di rinnovamento
Il Papa durante l'Angelus - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Il Papa durante l'Angelus - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

La salute prima di tutto. Si dice quando, superata l’irruenza vitale dell’adolescenza, si fanno i conti con le fragilità che appartengono al vivere quotidiano. Così, la confidente compartecipazione che ha caratterizzato l’annuncio di Papa Leone XIV della sua grave malattia – un tumore maligno al polmone che imponeva una sollecita rimozione chirurgica – ha scosso le coscienze dei fedeli, che hanno, giorno dopo giorno, sempre più apprezzato il suo modo di calarsi dentro le vicende umane. Nel contempo ha interpellato i diversi ambiti socio-politici: cosa cambierà nel suo stile di essere guida universale della Chiesa cattolica? La sua missione di pace perderà forza d’impatto oppure, al contrario, troverà ulteriori ammonimenti di credibilità in un mondo governato da armi e guerre che non offrono orizzonti di serenità?

Il fatto che, dalla finestra di Piazza San Pietro, prima dell’annuncio del ricovero, abbia confermato, dal 6 al 17 novembre, il suo viaggio apostolico in Uruguay, Argentina e Perù, la dice lunga sulla sua volontà di missionario della pace e dell’importanza che annette a quella visita: trentunomila chilometri solo in aereo ed elicottero, più quelli in automobile; quindici tappe; climi ed altitudini diverse.

Al contempo apre una ulteriore riflessione sulla sua malattia: che non abbia rinviato l’intervento a dopo l’impegnativo e agognato viaggio in Sudamerica, accettando il rischio che possa venire modificato o riprogrammato, dice che i medici gli hanno caldamente consigliato l’urgenza dell’asportazione. Senza perdere tempo prezioso, rinviandola a dopo il rientro in Vaticano, a viaggio compiuto. Con l’occasione vengono ripercorsi i ricoveri ospedalieri che hanno puntellato le vite di altri Papi, da quando la casistica è conosciuta: da Giovanni XXIII a Paolo VI, da Giovanni Paolo II a Benedetto XVI, al suo ultimo predecessore Francesco.

La diversità delle situazioni e le modalità della loro illustrazione al mondo scandiscono il modificarsi delle temperie. Oggi si scava anche nei precedenti diagnostici dei suoi familiari, per ipotizzarne la potenziale evoluzione. Prima le malattie erano gestite come riservati fatti interni.

Si rileva che vi è una differenziazione con altri potenti della terra: nascondono le malattie e vogliono rappresentarsi come una solida fonte di benessere, che dalla loro persona si estende agli ambienti che presiedono. Una differenza che impersona un diverso stile di approcciarsi al mondo e alla vita. Fa dire che Papa Leone non cambierà il suo approccio all’impegno di successore di Pietro, che abita la società del suo tempo e che non intende subirne passivamente i venti di guerra.

Certo, lo stato di salute condizionerà l’agenda degli impegni, fin qui visti come di lunga lena, ma lui continuerà ad essere l’agostiniano che intende raccogliere il testimone del cambiamento interpretato da Leone XIII, il Papa della Rerum Novarum del quale non ha evocato solo il nome, ma ripreso lo stile pastorale.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

News in 5 minuti

Cosa è successo oggi? A metà pomeriggio facciamo il punto, tra cronaca e novità del giorno.

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...
Delitti Bresciani, il podcast del GdBDelitti Bresciani, il podcast del GdB

I grandi casi della cronaca nera e giudiziaria che hanno varcato i confini della provincia e sono diventati casi nazionali

ASCOLTA