Rossano ha 89 anni e si è sposato a maggio. Seconde nozze, a una quindicina di anni di distanza dalla morte della prima moglie. La notizia del matrimonio ha lasciato un po’ perplessi i tre figli, ma l’amore è rigenerante: quale miglior sintomo di vitalità che cominciare una nuova parentesi di tempo insieme a un’altra persona?
I sette nipoti, sarà perché la giovinezza e la vecchiaia estrema hanno qualcosa in comune, sono stati quelli che l’hanno presa meglio, tanto che proprio la nipote maggiore è stata designata come testimone di nozze.
La sposa è una signora di una decina d’anni meno di Rossano, e si chiama Angelica. A quanto ne sapeva la famiglia, i due si frequentavano da alcuni anni. In qualche circostanza si erano incontrati tutti, ma lei era stata guardata con quel bonario distacco che può essere concesso a una cotta senile.
Il giorno del matrimonio, qualcosa cambia. Il testimone della signora Angelica viene presentato ufficialmente: è un signore di mezza età, che si chiama Alberto e il suo cognome è uguale a quello di Rossano e dei suoi figli. Già perché Alberto, si scopre, è il figlio nascosto, il fratellastro che nessuno sospettava. Rossano è, insomma, convolato con l’amante che per tutta la vita ha fatto la madre single. Angelica si dispiace davanti allo sconvolgimento di tutti, ma fa presente che lei per tutta l’esistenza li ha lasciati vivere senza interferire e ora vorrebbe essere almeno un po’ palesemente felice. Scoppia il pandemonio. La figlia maggiore di Rossano lascia la cerimonia appena prima che cominci, il secondogenito brontola ad alta voce per tutta la durata e il minore resta impietrito a fissare un punto vago sul pavimento.
A resistere fino al ricevimento, adeguatamente leggero, sono solo nipoti più grandi (i più piccoli vengono portati via dai genitori e magari un giorno capiranno che cosa è accaduto).
Ci piace sperare che la verità venga sempre a galla. In realtà, non è sempre assicurato che arrivi nel momento in cui saremo capaci di affrontarla. A volte serve una pazienza quasi offensiva e trasforma un matrimonio tardivo da festa dell’ultimo capitolo a prologo di una storia che nessuno sapeva di stare leggendo. Perché non sempre le seconde nozze uniscono due famiglie: capita che ne conclamino una che, piaccia o no, esisteva già.



