Opinioni

Quando non ci sono i mezzi ci restano le persone

Nicole, Pietro e la storia di una convivenza nata da uno sciopero e dal guasto di un’auto

Annalisa Strada

Commentatrice

Due taxi in strada
Due taxi in strada

Nicole e Pietro andranno a vivere insieme all’inizio di settembre. In questo caldo torrido stanno tinteggiando e montando mobili nella casa che è stata di una delle nonne. In realtà, questi vagheggiavano la convivenza da un paio d’anni, ma non si decidevano. Stavano insieme, sì. Si volevano bene, certo. Però… a volte essere innamorati significa anche essere abbastanza audaci da non stare a fare i calcoli con il bilancino e loro questo slancio non lo trovavano. Poi sono incappati in uno sciopero dei mezzi, che coincide con un guasto all’auto di Pietro.

Nicole rientra in treno da un viaggio di lavoro e deve rapidamente raggiungere una meta abbastanza lontana, dove l’attende un appuntamento urgente. In viaggio scopre che lo sciopero ha fatto saltare la seconda tratta del suo viaggio. In affanno, chiede a Pietro di andarla a prendere, magari noleggiando un’auto. Lui le dice che farà il possibile. Quando Nicole arriva alla stazione, Pietro c’è, ma non gli è stato possibile rimediare un’auto: è arrivato con uno dei rari autobus di linea.

Nicole si indispettisce: «E perché sei qui, se non hai un’auto?!» «Perché nelle difficoltà, sono al tuo fianco. Anche quando non ho la soluzione».

Che sì, ovviamente lo scambio di battute l’ho sintetizzato, ma il senso era quello. Sono arrivati entrambi all’appuntamento di Nicole, pagando un prezzo spaventoso per una corsa in taxi (il posto era lontano). A sangue freddo, sono tornati sull’accaduto: con chi vale la pena di dividere la vita se non con chi rinuncia a fuggire, a sfuggire, a battere in ritirata, a lavarsene le mani, a fare l’arrocco?

Da qui la scelta di imprimere un giro di vite, cercare una casa e organizzare il trasloco. Da questo si potrebbe forse dedurre che gli scioperi dei mezzi fanno anche qualcosa di buono. È una conclusione che vi esorto a non trarre: ogni lavoratore ha diritto al giusto trattamento, ogni mezzo lecito per far valere i propri diritti è dovuto, esattamente come qualsiasi nazione che voglia dirsi civile ha bisogno di servizi adeguati, puntuali ed efficienti. Che, alla fine, se il mondo funzionasse meglio potremmo anche dedicarci un po’ di più a frequentare la gente, a coltivare relazioni, a vivere emozioni e a progettare vite comuni.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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