Opinioni

Una ricerca che si allarga, per abbinare ai dati molte idee e una speranza

In programma un ritorno nei territori per suggerire nuovi spunti di riflessione e un confronto continuo tra amministratori, politici, categorie e cittadini
Qualità della Vita, la presentazione al Diocesano
Qualità della Vita, la presentazione al Diocesano

Ciò che è vivo si rinnova e cambia continuamente forma, anche se funziona. Anzi, proprio perché funziona occorre garantirne l’utilità futura, leggendo i segni dei tempi e rinnovandone il carisma, così da farlo restare sulla cresta dell’attualità, senza sosta. Un orizzonte che abbiamo ben chiaro in testa, salutando la tredicesima edizione della «Qualità della vita» e preparandoci già alla quattordicesima.

Partendo da una certezza: mettere a disposizione della collettività i dati e trarre da essi spunti di riflessione è un esercizio necessario per affrontare i problemi di una società complessa, di una provincia tanto varia quanto vasta. Un caposaldo inamovibile, quello dei numeri e delle statistiche, a cui vogliamo sempre più abbinare la lettura dei dati, la loro interpretazione. Lo faremo con lo stessa passione, ma una maggiore puntualità, dal prossimo gennaio, settimana dopo settimana, indicatore su indicatore, offrendo di volta in volta uno spaccato della realtà, mettendo in fila Comune per Comune, non per creare una competizione, bensì per offrire un’occasione di riflessione e fare in modo che la fotografia dell’intera provincia si componga man mano, un pezzo alla volta.

Con un altro ritorno alle origini: il contatto con il territorio, la presenza fisica nei centri che compongono il Bresciano, coinvolgendo durante l’anno le istituzioni, sindaci e assessori, maggioranze e minoranze, parti sociali ed esponenti delle categorie, cittadini e cittadine.

Un progetto ambizioso e al contempo necessario se vogliamo tradurre nel concreto il desiderio di fare da pungolo, di formare la realtà e non limitarci a raccontarla. Un obiettivo che sentiamo come un dovere, specialmente dopo aver guardato in viso e sentito il gemito, ieri sera, di Diana, la bimba nata qualche settimana fa a Brione, la prima dopo ben cinquantotto anni di culle vuote e zero crescita. Con la redazione e l’editore l’abbiamo scelta come simbolo di una vita che deve essere di qualità, perché per fortuna è sempre più lunga. Il mondo che siamo chiamati a custodire e costruire è quello che lasceremo in eredità a lei e a chi è ragazzo ora. I problemi ci sono, ma come insegnano i numeri ed i volti sorridenti di papà Filippo e mamma Silvia, non mancano neppure gli indicatori di speranza. Ed è questa la vera buona notizia, da prima pagina.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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