Cosa significa fare politica ai tempi della tellurica seconda presidenza degli Stati Uniti di Donald Trump? Con Vladimir Putin, che vuole ricostituire la Grande Russia e incalza l’Europa? Con Benjamin Netanyahu, che intende cancellare, con la forza distruttiva dell’esercito, la prospettiva dello scenario della creazione di uno Stato di Palestina? Con la Francia di Emmanuel Macron, che non riesce a far quadrare il cerchio della sua gestione interna, mentre si atteggia a potenza mondiale? Con Friedrich Merz, alle prese con le grandi difficoltà economiche della sua Germania, che la frenano come locomotiva europea?

Con Giorgia Meloni, che lavora per dare struttura definita alla sua collocazione guida al governo nazionale, scansando le debolezze interne alla sua maggioranza? Con papa Leone XIV, che invoca una pace disarmata e disarmante da costruire concretamente nella quotidianità. Insomma, in un contesto che disegna una conflittualità globale, armata e commerciale, che si misura ogni volta che qualcuno prova a tracciare un rotta di non corto respiro.



