Non è una novità: la politica estera si intreccia con quella interna. Tanto più quando la situazione nazionale è di complessa certificazione e si ricorre al posizionamento internazionale per fruire di potenziali salvacondotti generativi e aggregativi di consensi che il nostro stato dell’arte fatica a conseguire. Siamo nella condizione attuale.
Se la partita interna si può misurare nel quotidiano, e l’apparato propagandistico sconta la verifica della concretezza di quanto accade e si sperimenta personalmente, l’illustrazione degli scenari globali vive molto di ciò che viene rappresentato dall’apparato informativo indirizzato allo scopo. Quando gli schieramenti di appartenenza erano certi, anche le fonti di veridicità erano conseguentemente selezionate e fatte proprie. Se siamo in balia di una identità incerta, allora si ascoltano le diverse voci per accreditarsi alle une piuttosto che alle altre. Magari convintamente disponibili a cambiare opinione ad itinerario in corso.



