Opinioni

Certi cani ne sanno più di molte app

Come va a finire? Che i due umani hanno trovato che non sia da disdegnare conoscersi fino a scegliere di abitare nella stessa casa
Un cane
Un cane
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Bigio era un cane, ma era molto di più di un cane: era la mascotte del quartiere. Fuggiasco impenitente, si liberava da qualsiasi vincolo come Houdini e anzi meglio visto che Bigio non aveva mani ma zampe.

Capace di arrampicarsi sulle reti, di appiattirsi tra le sbarre di sfilarsi da qualsiasi guinzaglio, pettorina o imbragatura, Bigio era agile come un gatto, furbo come una volpe, attraversava la strada con la prudenza di un umano. E, se umano fosse stato, lo si sarebbe definito un inossidabile seduttore. Almeno fino a un certo punto, più precisamente fino alla castrazione praticata nel tentativo di contenere i bollenti spiriti, ridurre le fughe e contenere i rischi. Ma Bigio non scappava solo per amore. La sua era più che altro un insopprimibile aspirazione alla libertà.

Riusciva a soggiogarlo solo la voce del suo umano, un signore che aveva scelto Bigio al canile poco dopo la propria separazione. Solo a casa in un pomeriggio di luglio, aveva capito che doveva trovare un motivo per alzarsi dal divano e uscire a passeggiare almeno una volta al giorno. Perché non un cane? La casa aveva pure un giardino che sembrava proprio aspettare un cucciolo.

Partito per il canile, era tornato a casa con un meticcio che se l’era cavata da randagio per almeno un annetto. Da quel momento era cominciata la sfida del suo contenimento. Il fatto che Bigio e il suo umano vivessero in un quartiere defilato, di un comune non grande, in un’area residenziale ha evitato danni e attriti, almeno fino a una mattina di giugno.

Al campanello della casa di Bigio suona una donna che è accaldata e non solo per le temperature estive. E’ arrabbiatissima. La sua cagnolina ha partorito e l’evidenza ha risposto alle domande circa la paternità. Bigio è appena stato castrato, ma è evidente che l’intervento sia stato tardivo. Bastano le scuse? No, la donna vuole gli alimenti per i cuccioli e la collaborazione per collocarli presso famiglie attendibili.

L’umano di Bigio cerca di difendersi: la cagnolina era intera! Solo una questione di errate previsioni, precisa la donna e fa notare che Bigio si è intrufolato in casa in maniera truffaldina. Potrebbe diventare una discussione di filosofia del diritto applicata agli animali domestici, ma si traduce in un accordo. Metà cucciolata ciascuno, con l’impegno di trovare un affido adeguato. Bigio però ci mette del suo e torna dalla madre dei suoi cuccioli ogni volta che riesce.

Il suo umano sa dove recuperarlo, la donna sa dove riportarlo quando se lo trova in casa. Come va a finire? Che i due umani hanno trovato che non sia da disdegnare conoscersi fino a scegliere di abitare nella stessa casa. I due cani hanno potuto vivere felici i loro anni, i loro cuccioli sono ormai vecchi e in giardino giocano due bambini. Sì, resta che Biagio alle sue passeggiate in solitaria non è mai riuscito a rinunciare, ma non ha rimorchiato nessun’altra. Se trovate un cane, seguitelo: può saperne più di voi. E più di una piattaforma per cuori solitari.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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