Perché è necessaria un’educazione sessuale

«Senza filtri» è il titolo scelto da Save the Children per «L’Atlante dell’infanzia a rischio» presentato il 14 novembre 2025. Un numero che denuncia una volta di più la povertà educativa e la solitudine dei minori. Mentre loro chiedono in tutti i modi aiuto, il mondo degli adulti sembra ancora distante e poco sensibile alle richieste che fanno di essere loro i protagonisti del cambiamento. Prendiamo la sessualità che nasce e si sviluppa in gran parte in adolescenza e a cui si arriva da soli e senza un progetto educativo pensato per loro.
Parliamo del sesso come bisogno fisiologico e desiderio nascente che spesso imbarazza e ingombra la mente, ancora oggi non trova nel corso dell’infanzia nessuna preparazione. Eppure non è più quel tabù secolare che imponeva il silenzio e generava vergogna e paura. Ora il tempo digitale ha messo però a disposizione l’universo mondo con un solo click. L’erotismo online è esploso in tutte le sue dimensioni e con i social non c’è bisogno di andare tanto lontano per soddisfare le curiosità.
Per imparare almeno la teoria dell’arte amatoria, di cui peraltro gli adulti continuano a non dire nulla, oggi ci sono un’infinità di immagini e di video. Il sesso è immediato, l’eros travolgente che infiamma anche se virtuale, cattura e «adrenalizza». Diventa passione da inseguire o ossessione che perseguita. La pornografia, neanche nuova al mondo, adesso e immediata, senza veli. A chilometro zero. Pare insegni pratiche infallibili e possibili prestazioni multiple.
Invece confonde e qualche vota sconvolge. Si presenta come pratica ansiogena distaccata da una relazione e sembra non richiederla. Un tempo anche le «navi scuola» paradossalmente davano una parvenza di relazione a quella esperienza che i padri facevano fare ai figli quando li portavano a scuola di sesso, nel tentativo maldestro di riparare la loro assenza educativa sulla sessualità. Ora il sesso virtuale arriva da solo, anticipato, prima dell’orologio biologico. Arriva quando maschi e femmine non sono ancora pronti. E i preadolescenti non devono più attendere il desiderio ma neppure il compagno o l’amica di turno che li informi.
Il confronto con la sessualità è improvviso giunge magari con WhatsApp o Telegram, senza che lo si cerchi. I sondaggi dicono che l’80% degli adolescenti tra i 12 e 18 anni frequenta i siti porno e il 63% più volte alla settimana, rischiando facilmente di diventarne dipendente perché internet pare fatto apposta per la pornografia. Questa new addiction, ovvero una nuova dipendenza, fa sì che i minori si costruiscano un’idea inappropriata e artefatta del sesso e che i videoporno rappresentino la sessualità scollegata dall’affettività.
Pensiamo allora ai possibili effetti di tutto questo perché c’è chi sostiene che l’esposizione elevata a questo genere di immagini, potrebbe condurre a una generazione di maschi, brutali e violenti. Non lo so, ma di sicuro temo che crescano incapaci di gestire una relazione affettiva e di dare rispetto.
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