La legge regionale campana che, di fatto, autorizza De Luca a ripresentarsi per un terzo mandato presidenziale è stata impugnata dal governo. Ma l’esponente principale del Pd della Campania ha mille risorse: se la Consulta dovesse bocciare la legge regionale, potrebbe presentare una sua lista con un altro candidato presidente; se invece non ci fossero problemi, potrebbe ricandidarsi, ma il Pd non lo rivuole, perciò potrebbe presentarsi da solo.
Quali sarebbero gli scenari delle due possibili «corse solitarie» di De Luca? La prima è quella di una sua lista con un diverso candidato presidente. In ogni caso, si tratterebbe di una scelta spinosa per il Pd e per il «campo largo» in generale. Alle scorse regionali la lista «De Luca presidente» ha ottenuto un 13,3% (la coalizione ha però avuto il 68,57%) al quale si potrebbe aggiungere un altro 7-10% di liste vicine al governatore, arrivando così a un potenziale del 20%. In pratica, la coalizione di centrosinistra delle regionali 2020 potrebbe contare «solo» sul 48%, ma il dato delle politiche ci dice che non è così: Pd, alleati e Terzo polo hanno avuto in Campania, nel 2022, il 30,2% contro il 32,2% del centrodestra e il 34,6% del M5s.




