A leggere le cronache di questi ultimi tempi torridi per la calura e per la violenza diffusa, non stupiscono di meno le storie dei tredicenni che s’impongono alla nostra sonnolenta attenzione. Scopriamo ad esempio che ci sono preadolescenti fidanzate con fidanzatini violenti di cui nessun adulto si accorge, oppure sappiamo di bambini che rubano auto e correndo uccidono chi passa per caso. Ma questa è un’altra storia fatta per lo più di degrado ed emarginazione sociale.
C’è però il caso, di qualche giorno fa in Campania, di una «bambina» all’anagrafe che ancheggia come un’esperta modella su tacchi a spillo vertiginosi e concorre per diventare «miss». Non c’è dubbio allora che diventi virale quella narrazione giornalistica che solleva il velo (e le tante domande da farsi) sul perché una ragazzina con meno di 13 anni prenda parte a un concorso di bellezza riservato a un’età maggiore e cerchi riconoscimento e visibilità esponendo il suo corpo.




