La ricerca di Unioncamere-Infocamere che evidenzia come il 7,3% dei titolari di «microimprese» appartenga alla categoria anagrafica degli over 70 rappresenta uno spunto interessante per alcune riflessioni oltre il dato statistico. In generale, non si sta parlando di una percentuale di «imprenditrici / imprenditori» assai elevata e che fa riferimento ad aziende con meno di 10 dipendenti con un fatturato inferiore ai 2 milioni di euro. Si parla di un numero importante di aziende (si stima che le microimprese siano il 70-75% del totale delle «aziende») sebbene con un’incidenza molto meno significativa in fatto di offerta di lavoro e di fatturato.
Mantenendo attenzione al valore relativo della statistica, la rilevazione ci offre lo spunto per riprendere un tema che, spesso, viene citato ma la cui rilevanza rimane sottostimata. Liberiamo subito il campo dal mero dato anagrafico ricordando, ad esempio, di come tre dei capi di Stato coinvolti nelle guerre in corso siano abbondantemente over 70 (solo il presidente ucraino è più giovane) e come, in molti campi professionali siano attivi soggetti la cui età si allontana da quella canonica della pensione. Il dato anagrafico, quindi, in sé non rappresenta un elemento critico anche se nasconde una serie di altri aspetti che celano criticità da non sottovalutare.



