Opinioni

Paolo VI e Francesco: la passione per il vangelo

Don Angelo Maffeis
Il legame tra i due pontefici era evidente. Il Papa argentino ribadiva come il Padre bresciano «Anche nella fatica e in mezzo alle incomprensioni, testimoniava in modo appassionato la bellezza e la gioia di seguire Gesù totalmente»
Papa Francesco - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Papa Francesco - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
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La morte di un Papa spinge a tracciare bilanci, più o meno improvvisati ed attendibili, di quello che un pontificato è stato nella storia della chiesa e dell’umanità. In questi bilanci si stabiliscono spontaneamente confronti tra i diversi Papi, per mettere in luce le caratteristiche peculiari di ciascuno e gli elementi di continuità e di rottura che si possono riconoscere.

Per i bresciani, poi, è inevitabile cercare di rispondere alla domanda sull’eredità che il pontificato di Paolo VI - indubbiamente decisivo nella storia del Novecento, anche solo per aver portato a conclusione il Vaticano II - assume per i papi che gli sono succeduti.

Il confronto tra i pontificati è però un esercizio rischioso, perché nasconde talvolta l’intento di esaltare un Papa per criticarne un altro oppure porta a contrapporre in modo artificioso figure che, in realtà, si muovono all’interno della continuità della tradizione ecclesiale, di cui mettono di volta in volta in risalto alcuni aspetti caratteristici. Il rischio di contrapposizioni arbitrarie non c’è quando si riflette sui rapporti tra Paolo VI e Papa Francesco.

Fin dall’inizio del suo pontificato, infatti, il Papa argentino ha dichiarato il suo debito nei confronti di Papa Montini e, in particolare, la sua profonda sintonia con la centralità attribuita al tema dell’evangelizzazione nell’esortazione apostolica Evangelii nuntiandi (1975). In effetti, questo è un testo che ha segnato profondamente la vita ecclesiale nei decenni successivi al Vaticano II, ricentrando l’agire della chiesa sull’asse della testimonianza del vangelo.

All’evangelizzazione, infatti, Paolo VI riconduce tutti i differenti aspetti dell’agire ecclesiale che nell’azione evangelizzatrice trovano la loro unità e il loro criterio. Meno esplicito, ma non meno importante dal punto di vista oggettivo, è stato il riferimento all’enciclica Populorum progressio (1967), che aggiorna la dottrina sociale della chiesa e introduce come elemento nuovo e decisivo uno sguardo dal punto di vista del sud del mondo. Tale punto di vista è stato un elemento costante per il Papa che i cardinali elettori sono andati a prendere «dall’altra parte del mondo», come ha dichiarato lo stesso Papa Francesco nel suo primo discorso, la sera dell’elezione.

Papa Paolo VI
Papa Paolo VI

Si potrebbero rintracciare molti fili che legano l’insegnamento di Paolo VI all’azione pastorale e ai temi più cari a Papa Francesco. Basti sottolineare al riguardo che il magistero di Paolo VI ha accompagnato in America Latina la recezione del Vaticano II e ha trovato nel viaggio in Colombia del 1968 uno dei punti più alti del dialogo con queste chiese locali.

Vorrei sottolineare, in conclusione, un ultimo aspetto, che mette in luce una sintonia profonda tra Papa Montini e Papa Bergoglio, al di là della evidente differenza di carattere, di cultura e di contesto sociale. Papa Francesco ha avuto la sorte di beatificare (19 ottobre 2014) e di canonizzare (14 ottobre 2018) il suo predecessore Paolo VI e, in precedenza, si era rivolto ai pellegrini bresciani che ricordavano il cinquantesimo anniversario dell’elezione di Giovanni Battista Montini alla Sede di Pietro (23 giugno 2013).

In tutte queste occasioni Papa Francesco aveva messo in risalto la passione con cui Paolo VI si era dedicato al suo ministero di pastore, identificandosi implicitamente con questa attitudine e con questo stile che sentiva anche propri.

Nell’incontro con i pellegrini bresciani il 23 giugno 2013 Papa Francesco aveva richiamato in particolare l’amore di Paolo VI per la chiesa, «un amore appassionato, l’amore di tutta una vita, gioioso e sofferto, espresso fin dalla sua prima Enciclica, Ecclesiam suam. Paolo VI ha vissuto in pieno il travaglio della Chiesa dopo il Vaticano II, le luci, le speranze, le tensioni. Ha amato la Chiesa e si è speso per lei senza riserve».

E il 14 ottobre 2018, in occasione della cerimonia di canonizzazione Papa Francesco ribadiva che «Paolo VI, anche nella fatica e in mezzo alle incomprensioni, ha testimoniato in modo appassionato la bellezza e la gioia di seguire Gesù totalmente».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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