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Ospitaletto-Union, trasferta vietata: il trionfo del controsenso

Impossibile trovare una ratio sia nel divieto in forma originaria che in quello definitivo: ci rimettono le persone perbene e le società
Al Gino Corioni potranno accedere solo i residenti a Ospitaletto
Al Gino Corioni potranno accedere solo i residenti a Ospitaletto
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Le decisioni, e le controdecisioni, conoscono ragioni che il buonsenso non conosce. Ed è pertanto inevitabile sentirsi pervasi, come minimo, da un senso di imbarazzo. Tra l’adozione di una linea e il cambio in corsa della stessa, quanto è stato deciso in tema di ordine pubblico per Ospitaletto-Union Brescia non è (in senso assoluto) un unicum. Eppure ugualmente lo è.

Lo scorso settembre le autorità preposte avevano vietato ai residenti di Foggia di acquistare i biglietti per il derby contro il Cerignola, che è in provincia di Foggia. Solo che cerignolesi e foggiani sono divisi da antichissima e insanabile rivalità. E Cerignola, con quasi 57.000 abitanti, pur non essendo capoluogo, ha la dimensione di una città. Dunque un precedente esiste: ma il caso di specie Ospitaletto-Union Brescia è tutto un altro paio di maniche.

Lunga amicizia

Al di là di un confronto impossibile tra superfici territoriali (Ospi, il non capoluogo in questione, conta circa 10.000 abitanti), non esiste l’ombra della rivalità: Ospitaletto e Brescia, semplicemente, non si sono mai affrontate prima. Tra l’altro: gli orange non hanno nemmeno una tifoseria organizzata (il gruppo si è sciolto in estate). Ulteriore elemento di unicità è rappresentato dalla «regìa dall’alto» di Gino Corioni, il più longevo e iconico presidente del Brescia calcio i cui inizi da dirigente massimo furono proprio ad Ospitaletto (fu lui il primo a condurre gli orange tra i prò), peraltro sua roccaforte anche di vita. Di più: è alla sua figura che lo stadio dei franciacortini è intitolato.

Se ancora non bastasse, Ospitaletto e Union Brescia sono due società unite da solida amicizia come testimonia il rapporto che corre tra i «due Beppe»: il presidente Taini da una parte (ma lo stesso discorso vale per il presidente onorario dei franciacortini Sandro Musso) e il presidente Pasini dall’altra. In estate, lo stesso Taini era stato addirittura tra i dietroquintisti dell’operazione che ha portato alla nascita dell’Union Brescia.

L'abbraccio tra Giuseppe Pasini e Giuseppe Taini © www.giornaledibrescia.it
L'abbraccio tra Giuseppe Pasini e Giuseppe Taini © www.giornaledibrescia.it

Che altro serve per raffigurare una cartolina calcistica persino d’altri tempi? Ma dove cuore, passione, contesto (ne decretiamo ufficialmente la morte) – e persino la logica – arrivano senza sforzo, non arrivano direttive che prevedono solo letture in bianco o nero, senza sfumature che possano fare la differenza.

Controsenso

Ed ecco allora decisioni e/o contro decisioni che si incanalano nel solco della più solida e inscalfibile tradizione italiana: quello dell’indurre la maggioranza silenziosa a sentirsi presa in giro di fronte a un controsenso. Tale sarebbe stato il primo divieto ai soli cittadini (data l’estensione della provincia, il grosso dei tifosi risiede fuori dal capoluogo), tale è l’estensione del divieto (a Ospitaletto ci sono comunque più tifosi del Brescia che non degli orange). E allora, a tutti i corretti – persone come club – come sempre non resta che ridere. Per non piangere.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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